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Ore 22.20 – (Il Piccolo) Per mole di gioco e occasioni da rete, la sconfitta della Triestina con il Fontanafredda è stata sicuramente immeritata. Ma, paradossalmente, proprio questo aspetto è ancora più preoccupante in vista dell’ormai disperata rincorsa alla salvezza della squadra alabardata. Per riuscire a rimanere in serie D, infatti, ora l’Unione dovrà necessariamente vincere a Legnago nell’ultima giornata di campionato (a meno che il Kras non riesca a battere una Clodiense ormai in vacanza) e poi nell’eventuale play-out dovrà assolutamente battere in trasferta il Dro, che giocherà con due risultati su tre a disposizione. Un’impresa che sembra particolarmente difficile per una squadra che fa maledettamente fatica a vincere, perfino quando gioca meglio dell’avversaria di turno come domenica. Del resto i numeri parlano chiaro: la Triestina in 33 partite ha vinto solo 5 volte e 3 di questi successi sono arrivati con le due retrocesse (due volte col Mori e una col Mezzocorona) e in maniera rocambolesca. L’unica vittoria limpida di tutto il torneo la Triestina l’ha ottenuta sul Giorgione (4-2), mentre l’impresa di Valdagno con l’Altovicentino (risultato ribaltato nei minuti di recupero) è uno di quegli eventi che esulano dalla logica e a volte capitano anche nel calcio. Contro il Fontanafredda si è vista quantomeno la miglior Triestina dell’era Gagliardi, soprattutto nella prima mezz’ora. Sta di fatto però che per episodi sfortunati (il palo di Proia su tutti) e dubbie decisioni arbitrali (il rigore su Rocco ci stava tutto), l’Unione ha fallito un’altra partita. E non tutto ovviamente è dovuto alla dea bendata e al direttore di gara. Ancora una volta, pur con un buon possesso palla e una discreta pressione, la squadra ha fatto tanta fatica a rendersi pericolosa e a entrare in area con continuità. E nonostante la prova positiva, resta la sensazione che il 4-3-1-2 visto per tanti mesi con Manzo trequartista a supporto di Rocco e Milicevic, sia più congeniale alle caratteristiche dei giocatori che il 4-3-3 delle ultime partite. Il gol del Fontanafredda, pur fortunoso, deriva pur sempre da una disattenzione difensiva. Inoltre gli alabardati, che pur erano sembrati fino a qualche tempo fa un blocco unico faticosamente costruito con mesi di lavoro, sono tornati a manifestare evidenti segni di nervosismo. L’espulsione di Piscopo e il battibecco a fine gara tra Milicevic e Bedin, ne sono solo i segnali più evidenti. Insomma le premesse non sono affatto buone. Ma, per fortuna, nel calcio la palla è ancora rotonda e può succedere di tutto.
Ore 21.50 – (Gazzettino, edizione di Pordenone) «Presidente, abbiamo prolungato la stagione dei problemi». È la prima frase pronunciata da Maurizio De Pieri al Rocco di Trieste dopo il triplice fischio di Colinucci, che decretava (1-0 firmato Gargiulo) la matematica salvezza del Fontanafredda. Il giorno dopo Gianpietro Bertolini è un po’ provato. Non tanto per le emozioni del successo in uno dei più affascinanti stadi d’Italia, quanto per i festeggiamenti dei rossoneri al Puerto Escondido al rientro, proseguiti fino a ora tarda. SI PUÒ FARE – Stanco, ma felice. «Non era scontata la promozione l’anno scorso – ricorda Bertolini -. Lo era ancora meno la salvezza quest’anno. Invece Barbieri, De Pieri, Nadin, Mazzon, i giocatori, coloro che si sono dati da fare per sostenere la squadra in Lega D – il massimo dirigente è in vena di ringraziamenti – hanno fatto gruppo insieme a me. La salvezza è il frutto di tanto lavoro, passione e, permettetemi, anche competenza». Un premio ancora più prezioso se confrontato con il budget rossonero. «Ci è costato – afferma con palese soddisfazione il presidente farmacista – meno di 150 mila euro. Sfido – strizza l’occhio – a trovarne in categoria uno più magro». E ora? «Celebreremo ancora la salvezza al Tognon – risponde Bertolini -, dopo aver fatto il nostro dovere con il Mori Santo Stefano. Poi programmeremo la prossima stagione, sempre con De Pieri, Barbieri, Nadin, Mazzon e le nostre colonne come Tacoli, Nastri, Tellan». Florean e Malerba? «Dipenderà da loro. Speriamo invece – confessa – che spicchi il volo Alcantara. Per il bene suo e – strizza l’occhio – anche nostro». ALL’ULTIMO RESPIRO – Deve aspettare ancora per rilassarsi il Tamai, sconfitto dall’Arzichiampo (1-2) e raggiunto a quota 38 dal Giorgione. Le furie conservano tuttavia il 12. posto (garanzia di salvezza) in virtù dei confronti diretti con i castellani (1-0 a Castelfranco, 0-0 a Tamai). Domenica le furie giocheranno in casa del già retrocesso Mezzocorona. Solo la vittoria garantirebbe la salvezza senza doversi informare su cosa avrà fatto il Giorgione con l’Union Ripa già in ferie. REPETITA IUVANT – Le cose ripetute giovano. L’aver già raggiunto i playoff (probabilmente con gli stessi avversari dell’anno scorso, Belluno e Altovicentino ex Marano) grazie al 3-2 con il Legnago potrebbe giovare al morale di Presotto e Nadal, la coppia più bella del calcio. L’appendice, tanto nobile quanto inutile agli effetti pratici, accrescerà ulteriormente il prestigio della Sacilese. Non si vive però solo di complimenti e pacche sulle spalle. L’impressione è che, se amministratori e tifosi del Giardino della Serenissima vorranno ammirare ancora i fiori biancorossi, dovranno cominciare a mettere seriamente mano al portafoglio.
Ore 21.30 – (Messaggero Veneto) Mentre a Fontanafredda possono cominciare i preparativi per la festosa passerella del Tognon, il Tamai deve attendere gli ultimi 90 minuti della stagione regolare per poter brindare alla salvezza. Rinvio pro-forma? Probabilmente, ma visto che il calcio è imponderabile, meglio considerare tutte le ipotesi possibili. Partendo da un presupposto: se il campionato finisse oggi, il Tamai sarebbe salvo, perché pur essendo sestultimo assieme al Giorgione, sarebbe in ogni caso premiato dal miglior punteggio negli scontri diretti (vittoria esterna e pareggio interno) con i castellani, a loro volta salvi per avere 8 (il regolamento ne richiede altrettanti o più) punti di vantaggio nei confronti della terzultima, in questo momento il Kras a quota 30. Via maestra. Domenica il Giorgione ospiterà l’Union Ripa e il Kras si recherà a Chioggia. Per entrambe rivali senza ambizioni di classifica. Ne ha ancora meno, se possibile, l’avversaria dei mobilieri, che andranno sul campo del Mezzocorona, già retrocesso e reduce da 9 sconfitte consecutive, a una media di 4 gol subiti a partita. Numeri impietosi, ancor più se rapportati alla “fame” della squadra di De Agostini. Se sarà appagata, ovvero con una vittoria, il Tamai si metterà al sicuro da ogni sorpresa. Rischioso. Un pareggio, viceversa, sarebbe pericoloso. Perché il Giorgione potrebbe scavalcare i mobilieri e pertanto non essere più soggetto alla legge degli scontri diretti, e il Kras ridurre da 8 a 6 le lunghezze di svantaggio, rientrando nel “range” richiesto per i play-out. Anche un pari, tuttavia, potrebbe bastare al Tamai in due ipotesi: qualora il Kras non vinca a Chioggia e anche nel caso di vittoria dei carsolini, nell’eventualità che la Triestina perdesse a Legnago, rimanendo così a quota 31. Da evitare. C’è anche l’ipotesi sulla carta più improbabile: un arrivo a pari punti, al sestultimo posto, di Tamai, Giorgione e Dro a quota 38. Si verificherebbe in caso di sconfitta delle prime due, e vittoria dei trentini in casa con la Sacilese. In questo caso, Tamai salvo per la miglior classifica avulsa (6 punti), Dro (5) e Giorgione (4) ai play-out, sempreché il Kras faccia punti: altrimenti salvi anche i trentini. Qualora, infine, finissero appaiate soltanto Tamai e Dro (a 38), mobilieri salvi (a parità di punti negli scontri diretti possono vantare una miglior differenza reti) in caso di sconfitta del Kras, o viceversa ai play-out da sestultimi e dunque col vantaggio di giocare in casa la gara secca in programma il 24 maggio. La festa. Fine dell’ansia per il Fontanafredda di Maurizio De Pieri. Il successo, firmato da Gargiulo, ottenuto al Rocco di Trieste ha suggellato la salvezza. E ora spazio alla festa, che si compirà domenica (col Mori) di fronte ai propri tifosi. «Meritata – commenta il tecnico rossonero – perché abbiamo compiuto un’impresa più grande di quanto si possa immaginare. Avevo chiesto ai ragazzi un successo in quello stadio prestigioso per lasciare una traccia indelebile nella storia della società e ci siamo riusciti». E’ stato il culmine di un torneo condotto costantemente fuori dalla zona play-out: 24 punti nel girone d’andata, 17 (ma possono diventare 21) nel ritorno. L’elogio dell’equilibrio, che vale, ancora, la serie D.
Ore 21.00 – (Gazzettino, edizione di Belluno) L’Union Ripa La Fenadora non conosce ancora il suo futuro. Uscita dall’abisso di metà stagione, la formazione di Max Parteli dimostra il suo potenziale tenendo testa, dopo il Belluno, anche ai Biancoscudati Padova. La sconfitta di domenica (1-2) non rende merito alle fatiche dei neroverdi: «Ragazzi e staff – commenta il direttore sportivo, Alberto Faoro – hanno giocato una partita importante. Non è da tutti incontrare il Padova e non concedere palle gol, tranne che per le situazioni delle reti: restano dubbi sulla posizione regolare della prima, mentre la seconda è frutto di un rimpallo». Quale sarà il futuro secondo il ds? «Non si parla di futuro finché non è chiaro come si muoverà la società. Possiamo dire che stiamo parlando di una società seria e solida e a breve ci saranno notizie certe. La squadra ha dimostrato di avere caratteristiche importanti di gruppo, anima, qualità e organizzazione di gioco». Partenze in vista? «Non so rispondere. Per il momento non ho nessuna competenza per farlo. Ne parleremo più avanti e parlerà chi ne deve parlare, io o qualcun altro. La situazione è chiara: il presidente è in scadenza di mandato. La società che in questi anni abbiamo costruito ha basi solide». Il plurale usato in quest’ultima affermazione rende difficile pensare a un addio di Faoro. «A oggi non ci sono le condizioni per dire niente sulla prossima stagione. In un senso e nell’altro. Il mio incarico è trattato, in tutte le società, di anno in anno. Potremo discuterne appena sarà chiaro chi sarà il presidente. La società continuerà comunque al meglio». Corteggiamenti al mister? «Le capacità di Parteli sono davanti agli occhi di tutti. Le ultime due prove hanno dimostrato il livello di preparazione della squadra e visto che giochiamo con molti giovani il merito è senza dubbio suo e dello staff. Immagino sarà un mister corteggiato, ha anche l’abilitazione per altre categorie, però non conosco il suo futuro».
Ore 20.40 – (Corriere delle Alpi) È ancora presto per dire cosa portano nel futuro della società i segnali positivi visti in campo contro la corazzata Padova, ma anche la settimana precedente nel derby e più in generale nell’ultimo periodo, dopo il momento nero di febbraio-marzo. In casa Ripa Fenadora non scoprono le carte, a cominciare dal ds Alberto Faoro, da molti dato in odire di divorzio dalla società feltrina. A una settimana dalla fine del campionato, mentre si avvicina il momento della ridefinizione dei quadri dirigenziali e della programmazione per la prossima stagione, un ruolo chiave ce l’ha la proprio figura del ds. «Non si parla ancora di futuro, l’unica cosa che posso dire è che società è seria e solida. Quello che succederà l’anno prossimo, si saprà tra un po’. Sicuramente la squadra ha dimostrato di avere caratteristiche importanti come gruppo, anima e qualità ed organizzazione di gioco». Qualche partenza? «Per il momento non ho nessuna competenza per rispondere a questa domanda», fa catenaccio Faoro. «Ne parleremo più avanti e ne parlerà chi di dovere, che sia io o qualcun altro si vedrà. Per ora la situazione è chiara: abbiamo un presidente in scadenza di mandato e di conseguenza nessuno può sapere cosa succederà. L’unica cosa che sappiamo è che è una società che abbiamo costruito con basi solide e questo rimane. Ad oggi non ci sono le condizioni per dire niente riguardo alla prossima stagione, né in un senso né nell’altro». Chi diesse? Se sarà ancora Alberto Faoro o qualcun altro, si vedrà a bocce ferme, archiviata la stagione: «Il mio incarico è una cosa della quale si parla di anno in anno e appena sarà chiaro chi sarà il presidente, vedremo cosa succederà. Di sicuro questa società continuerà e lo farà bene. I segnali arrivati negli ultimi periodi sono importanti: c’è una squadra con un’ossatura e un’anima, c’è una base e un’idea di gioco. Questo è quello che rimane, sul futuro chi lo sa». Il mister. «Quello che ha fatto Parteli qui è sotto gli occhi di tutti. Immagino che sarà un mister corteggiato, ha anche l’abilitazione per allenare in altre categorie. Gli auguro il miglior futuro possibile, ma qualche che sia non lo so. Non ho competenza per dirlo». Risalita. «Superato il momento di trambusto che c’è stato a marzo, l’Union che abbiamo sempre visto è quella che anche contro il Padova ha fatto una partita importante, in cui non meritava di perdere. Il merito va ai ragazzi e a chi li prepara: il mister e lo staff. Bisogna dirgli bravi per una salvezza ampiamente meritata», aggiunge Alberto Faoro. «Incontrare i Biancoscudati e di fatto non concedergli occasioni, a parte le due situazioni del gol, delle quali sulla prima rimane qualche dubbio, significa aver fatto una prestazione con grande organizzazione di gioco e grinta».
Ore 20.10 – (Gazzettino, edizione di Venezia) A Valdagno la Clodiense ha rimediato la quinta sconfitta consecutiva (3-0). Una sconfitta contro la vice capoclassifica Altovicentino che era anche preventivata, vista la caratura dell’avversario e le molte assenze tra le fila della compagine lagunare, ma sicuramente considerata troppo pesante nel risultato. La formazione allenata da Andrea Pagan (che ha dovuto seguire l’incontro dalla tribuna perché squalificato), ha saputo comunque mettere in campo uno spirito ed una combattività migliore rispetto alle recenti e deludenti prestazioni, mitigando così la cocente sconfitta. «La squadra era molto rimaneggiata e considerando la differenza di punti in classifica credo che abbiamo disputato una buona gara – è il pensiero di Andrea Pagan. Inoltre – continua il tecnico lagunare – la squadra veniva da un periodo traumatico conseguente alle quattro sconfitte consecutive e non era certo nelle condizioni di dare il meglio. Però ho visto una reazione diversa da parte dei ragazzi che volevano far dimenticare il brutto periodo ed i recenti brutti risultati. Non vogliono che il bel campionato finora svolto venga sminuito da questo finale di stagione. E proprio per questo vogliamo interrompere la serie negativa e chiudere il campionato con un successo contro il Kras Repen domenica prossima. L’obiettivo è quello di toccare quota cinquanta, quota inimmaginabile ad inizio stagione». Già oggi la squadra si ritroverà per l’ultima settimana di allenamento. «C’è in tutti noi il desiderio di onorare il campionato – conclude Pagan – anche se il Kras sarà un osso duro, visto che hanno delle motivazioni forti per poter disputare i play out».
Ore 19.40 – (Giornale di Vicenza) Visto? E non è mica finita qua. Perché se l´aritmetica stringe la mano all´Arzignanochiampo, complimentandosi per i playoff raggiunti con un turno d´anticipo, domenica c´è già prenotato al Dal Molin un tavolo con un altro record apparecchiato. Il menù dice che, intanto, bisogna iniziare battendo l´Union Pro. E se poi il Belluno e la Sacilese dovessero perdere… Ecco, la Banda Beggio prenderebbe casa al terzo piano del girone C (in virtù degli scontri diretti a favore con la Sacilese). Il resto, mancia. RISULTATO INSPERATO. Però non si può far finta di nulla. «Abbiamo raggiunto un risultato importantissimo – commenta il presidente, Lino Chilese -. Una cosa che non ci saremmo mai immaginati a inizio stagione, ma che abbiamo meritato sul campo domenica dopo domenica». Soprattutto se si pensa a come era iniziata. «L´obiettivo era conoscere la categoria e salvarci, anche perché siamo partiti con l´ossatura di tre anni fa. Ma la Serie D è difficilissima, e bellissima». Difficile, soprattutto. «Quando è scattata la molla? Con La Fenadora, quando abbiamo perso all´ultimo secondo. Lì ho pensato: “Se giochiamo così non potremo perdere sempre”. La domenica dopo abbiamo battuto l´Altovicentino». Segno che il motore è di quelli buoni. «Il merito è dei giocatori per primi – spiega Chilese -, ma sono davvero contento per Beggio, Leopoldo Nogara, Paolo Guderzo e Corrado Giordani, si meritavano questo premio. Che è stato possibile anche grazie alla grande passione del nostro d.s. Ennio Dalla Fina». Ma è tutto l´ingranaggio-Arzignanochiampo a funzionare, vista la vittoria degli Allievi, dei Giovanissimi e degli Esordienti nei loro rispettivi campionati. «Il settore giovanile curato da Lorenzi, Zanovello e Mussolin ha portato ottimi risultati, mettendo in mostra ragazzi interessanti che stanno crescendo». MATURI. I giovani, appunto. «Gente come Vignaga, Pregnolato, Urbani, Dall´Amico… Sono ragazzi di vent´anni che hanno dimostrato maturità in tutto il campionato. Hanno sviluppato la mentalità “del vecchio”, e in Serie D è fondamentale». Paolo Beggio non ha esaurito i complimenti. E se lui ha ancora la tensione degli ultimi dieci minuti di Tamai da smaltire, ci pensa il presidente a guardare oltre. «Io e Beggio abbiamo la stessa mentalità vincente. Per questo speriamo di incontrare il Belluno ai playoff: sarebbe una sfida bellissima, e noi abbiamo da rivendicare la sconfitta dell´andata». Messaggio inviato a Roberto Vecchiato.
Ore 19.10 – (Messaggero Veneto) Sacilese ai play-off. Ma in quale posizione? Importante stabilirlo, in quanto da quest’anno la formula è mutata: seconda e terza riposano, quarta e quinta subito in campo. Per loro appuntamento domenica 17 maggio, quindi la vincente affronterà la terza mercoledì 20 maggio e a seguire finale del girone domenica 24 maggio, quando entrerà in scena l’Altovicentino (già certo del secondo posto). La squadra di Marchetto (59 punti) dovrà difendere la terza piazza nell’ultima giornata dagli attacchi di Belluno (58) e Arzichiampo (56). Biancorossi a Dro, bellunesi in casa col Montebelluna, vicentini in casa con l’Union Pro. Il compito più difficile spetta proprio ai liventini: in caso di vittoria, podio blindato, altrimenti spazio alle combinazioni. Sacilese premiata in caso di arrivo a pari punti col Belluno (miglior differenza reti negli scontri diretti), mentre dovrebbe cedere il passo all’Arzichiampo (vittorioso sia all’andata che al ritorno). Ipotesi di arrivo a tre a quota 59: per classifica avulsa Belluno terzo, Arzichiampo quarto, Sacilese quinta.
Ore 18.40 – (Gazzettino, edizione di Belluno) Quota 120. Ancora un paio di punti e la ciliegina è posata. A 90’ dalla fine di una nuova splendida stagione, e con i playoff già in tasca, cosa resta da conquistare al Belluno di Roberto Vecchiato? «Quei due punti per migliorare il bottino dell’anno scorso», precisa immediatamente Augusto Fardin, uno che alle ciliegine tiene particolarmente. «Uno degli obiettivi era o non era migliorare rispetto all’anno scorso? E allora mancano due punti – spiega il direttore sportivo gialloblù -, il ché significa vincere domenica prossima al polisportivo con il Montebelluna, nell’ultima giornata di campionato. Arriveremmo a 61, che sommati ai 59 dell’anno scorso fanno 120 tondi in due anni. Mica male… Quanto ci tengo a quest’ultimo obiettivo? Da uno a dieci, sette. O forse otto… Mi piacerebbe ancora di più arrivare terzo, ma il Dro (che ospiterà la Sacilese ndr) dovrebbe fare un mezzo miracolo». Ma quali erano le aspettative personali di Fardin? «A inizio anno ero convinto che avremmo potuto farcela, che la squadra che avevamo costruito poteva migliorare il bottino della passata stagione. È stato un cammino meno costante, con un’andata straripante e un ritorno più difficoltoso, ma alla fine i conti tornano. Ora cerchiamo di confermare almeno l’80 per cento della rosa, se non il 90, e poi trovare quei tasselli utili a completarla per un’altra stagione d’alto livello». Non sarà facile però trattenere giocatori come Corbanese e Merli. «Le richieste non mancheranno dopo un’annata così, ma io li vedo qui». I NUMERI – Per migliorare i 59 punti della scorsa stagione al Belluno manca esattamente una vittoria. Con un pareggio contro il Montebelluna si pareggia: 59 punti per 16 vittorie, 11 pareggi e 7 sconfitte. Con una vittoria invece si migliora di due lunghezze, completando al 100 per cento la lista degli obiettivi 2014/2015. Fondamentale per arrivare a giocarsi quota 60 è stato l’ultimo mese dei gialloblù, capaci di ripigliarsi dalle difficoltà di fine inverno con tre vittorie e un pareggio nelle ultime quattro partite. Il saldo nettamente già positivo rispetto all’anno scorso è quello relativo alle reti segnate e subite: +2 i gol realizzati (56 a 54) e -6 quelli subìti (37 a 43). Il tutto, salvo exploit dell’ex Martin Trincherei contro l’Union Pro, con un capocannoniere da 23 gol a corredo: Simone Corbanese.
Ore 18.20 – (Corriere delle Alpi) Un gol che vale i play off. Marco Duravia ha steso l’Union Pro con la sua quarta rete stagionale. E Non è stato un gol qualunque, perché oltre a far portare a casa i tre punti, ha permesso al Belluno di raggiungere matematicamente i play off con una giornata di anticipo. Adesso l’obiettivo è superare la Sacilese e saltare il primo turno. «Ora vogliamo cercare di battere anche il Montebelluna e sperare in un passo falso della squadra di Sacile – spiega Duravia – altrimenti giocheremo contro l’Arzignano, che ha fatto un gran girone di ritorno». Rispetto allo scorsi campionato il giocatore di Montebelluna ha segnato meno, quattro reti contro le dieci dello scorso anno, ma sono stati decisamente di più gli assist. «In questa stagione ne ho messi diciannove – continua “Dura” – sapevo che sarebbe stato difficile ripetere lo scorso anno ma alla fine non è andata male direi. Ho cambiato più volte ruolo e ho dovuto imparare a farne di nuovi, ma dove il mister mi mette io gioco, non c’è problema. La rete di ieri? Un gol pesante, ma anche il penultimo con il Kras Repen era stato decisivo, perchè aveva sbloccato il match». La vittoria contro l’Union Pro ha regalato i play off, ma non è stata una passeggiata. «Nel primo tempo abbiamo giocato bene colpendo anche una traversa, nel secondo invece abbiamo abbassato un po’ il baricentro e ci hanno creato qualche fastidio, senza però creare occasioni. Purtroppo abbiamo sbagliato qualche contropiede di troppo che poteva chiudere il match, ma è andata bene». Due volte ai playoff in due anni. Il Belluno ha raggiunto questo traguardo per la seconda volta consecutiva. «Tanta roba. Erano anni che in questa piazza non si raggiungevano i pla yoff e siamo orgogliosi di di questo. Qualcuno aveva addirittura detto che agli spareggi non ci volevamo arrivare… I nostri obiettivi quest’anno sono andati avanti a step intermedi. La salvezza era il primo di questi, ottenuta quella abbiamo cominciato a credere nei play off, ci siamo arrivati e non solo, siamo rimasti tra le prime cinque squadre in tutta la stagione». Campionato quasi finito. Il Belluno giocherà i play off, ma prima deve affrontare il Montebelluna nell’ultimo impegno stagionale. L’allenatore Roberto Vecchiato, diventato sabato papà del piccolo Samuele, dovrà fare a meno di due pedine importanti come Yari Masoch e Paolo Pellicanò, entrambi diffidati e ammoniti domenica contro l’Union Pro. La buona notizia è il rientro di Sebastiano Sommacal al centro della difesa. Tra le fila del Montebelluna allenato dall’ex gialloblù Daniele Pasa mancherà l’altro ex di turno Sadio Samba, fuori per l’espulsione rimediata contro il Giorgione.
Ore 17.50 – (Gazzettino, edizione di Venezia) Korablin continua nel suo immobilismo, intanto però il Venezia prova a «regalargli» uno sconto per la lunga squalifica. Domani a Roma, dopo aver presentato ricorso il 29 aprile, il club arancioneroverde esporrà alla Corte Federale d’Appello le motivazioni che potrebbero ridimensionare le sanzioni comminate dal Tribunale Nazionale. Il mancato pagamento dei contributi sugli stipendi da settembre a dicembre è costato un -3 in classifica e a Korablin un’inibizione di oltre 4 mesi, fino al 19 agosto. «Rivogliamo indietro un punto, abbiamo presentato ricorso perché la Giustizia Sportiva abbia omogeneità di trattamento verso tutte le società – spiega il dg Dante Scibilia -. Al Novara sono stati restituiti 5 punti su 8, per quale motivo noi dovremmo tenerci il -3 senza fiatare? Siamo già salvi ma se c’è una revisione dev’esserci per tutti ed è scandaloso che ciò stia accadendo a campionato finito». In ballo anche la possibilità per Yury Korablin di rappresentare il suo Venezia nei confronti della Lega Pro: allo stato attuale, infatti, il cda deve ancora deliberare la consegna alla consigliera Zhanna Chesnokova del potere di firma necessario per iscrivere la squadra al prossimo campionato entro il 30 giugno. Fermo restando che il patron dovrà saldare tutte le pendenze in essere, comprese quelle verso i terzi fornitori. «A oggi (ieri, ndr) confermo che non abbiamo ancora avuto alcun contatto né segnali da Korablin – allarga le braccia Scibilia, che venti giorni fa aveva chiesto un incontro, anche a Mosca -. Esclusa l’ordinaria amministrazione siamo fermi, in vista della prossima stagione il presidente non ha ancora detto nulla e il flusso di denaro nella casse si è fermato dopo aver rispettato la scadenza stipendi-contributi del 16 aprile». Domenica per il team di Michele Serena ultima gara ad Alessandria (ore 15): un colpaccio potrebbe consentire di qualificarsi per la Tim Cup. «Affrontare squadre importanti farebbe piacere, anche se quest’anno abbiamo speso molto per scendere ad Avellino e dobbiamo ancora ricevere la nostra parte dell’incasso. La priorità è che migliori la gestione quotidiana interna al Venezia».
Ore 17.30 – (Corriere del Veneto, edizione di Venezia) La stagione del Venezia non è ancora chiusa. C’è ancora l’ultima giornata da disputare, che domenica vedrà gli arancioneroverdi impegnati in Piemonte nel singolare ruolo di «arbitri» nella lotta playoff tra Alessandria e Como: le due squadre sono appaiate al quarto posto con 64 punti e l’Alessandria farà di tutto per conquistare l’accesso alla post season. Ma la partita vera riguarda la stagione futura e si gioca, ancora una volta, sull’asse Venezia-Mosca. Si attende il presidente Yuri Korablin, qualche segnale di un suo imminente arrivo in laguna sembra esserci: solo da lui si potrà conoscere le effettive intenzioni sul futuro. Da quando l’imprenditore russo ha acquisito la società, il periodo tra maggio e luglio è sempre stato costellato di silenzi e lunghe attese, con le decisioni e i bonifici arrivati all’ultimo momento. Ma fino ad oggi le cose erano comunque filate lisce, senza intoppi nel corso della stagione. Anche se lo scorso anno si erano verificate le prime avvisaglie, quando per problematiche personali Korablin aveva di fatto interrotto i collegamenti con la laguna per oltre un mese, facendo ritardare la programmazione e l’allestimento della squadra. Da allora il silenzio e l’assenza del presidente sono gravati sempre più pesantemente sulla società e nel corso di questa travagliata annata si sono anche verificate le ben note problematiche nei pagamenti, costate tre punti di penalità. Per questo la preoccupazione nella sede di via Torino è più forte rispetto al passato. «Attendiamo il presidente, per ora non possiamo fare altro», ripete il dg Dante Scibilia che ha ben presente le scadenze più importanti per chiudere la stagione attuale e aprire quella futura: il 16 giugno per documentare il pagamento di stipendi, contributi e ritenute di marzo e aprile e poi ci sarà la scadenza del 30 giugno per fideiussione e iscrizione alla stagione prossima, per la quale occorrerà documentare di aver saldato tutto il pregresso regolarmente.
Ore 17.00 – Flash di Carmine Parlato al termine dell’allenamento odierno: “Amirante? Farà un percorso a parte per permettergli di essere già in campo giovedì per l’amichevole di Agna così poi da avercelo a disposizione domenica. Cicioni? Un leggero mal di schiena, niente di che. Il futuro? Il mio unico pensiero è che i ragazzi stiano bene fino al termine della stagione, sia del campionato che della poule scudetto. Devono godersi ogni giorno da qui alla fine, poi della prossima stagione ne parleremo solo una volta finita la poule scudetto. Ad oggi nessun giocatore ha parlato con nessun membro della società riguardo al futuro”.
Ore 16.40 – Qui Guizza: termina l’allenamento.
Ore 16.20 – Qui Guizza: esercizi col pallone.
Ore 16.00 – Qui Guizza: piccolo problema fisico per Cicioni, che rientra negli spogliatoi.
Ore 15.40 – Qui Guizza: partitella in corso.
Ore 15.20 – Qui Guizza: primi schemi anti-AltoVicentino. Assente Amirante.
Ore 15.00 – Qui Guizza: Biancoscudati in campo per l’allenamento.
Ore 14.40 – (Giornale di Vicenza) Profumo di serenità a Vicenza. Dopo la vittoria di venerdì sul Pordenone e la matematica qualificazione per la Tim Cup della prossima stagione c´è aria di tranquillità per una stagione che sta giungendo al suo epilogo, tutto sommato soddisfacente. Michele Marcolini ha deciso di concedere un giorno di riposo in più ai suoi e il Real Vicenza riprenderà gli allenamenti solo oggi pomeriggio a San Pio X. Da verificare le condizioni di Matteo Solini, che dovrebbe però riaggregarsi al gruppo, e di Carlo Caporali. Difficile invece che Dario Polverini possa recuperare e guarderà quindi l´ultimo atto di questo campionato dagli spalti. Al suo fianco però ci sarà anche Salvatore Bruno che con l´ammonizione rimediata col Pordenone sarà costretto ad accomodarsi in tribuna. Un peccato, perchè domenica a Pavia lo attendeva la sfida nella sfida: Bruno contro Ferretti, vale a dire l´altro miglior marcatore del girone A assieme all´attaccante biancorosso. Appaiati a quota 16 gol, il duello tra i due centravanti poteva essere avvincente. Poteva, perchè non ci sarà nessun duello. L´unico rischio è che i due possano essere superati da qualcuno che sta loro alle calcagna nella classifica dei bomber, uno, per esempio, tra Momentè (AlbinoLeffe) e Gonzalez (Novara). A Pavia sarà una tribuna di lusso: anche Ferretti infatti dovrà accontentarsi di incitare i suoi da fuori campo per lasqualifica. Sfida rimandata, o al massimo i due potrebbero giocarsela al bar. Perde un po´ di fascino quindi la partita. Ma se a Vicenza non se ne fa un dramma vista la situazione tranquilla, a Pavia le acque sembrano essere ben più agitate. Terzo posto in classifica, playoff assicurati, ma un bilancio di due vittorie, due sconfitte e due pareggi negli ultimi sei turni. Bilancio che alla dirigenza del Pavia non è andato giù: domenica la società ha comunicato l´esonero dell´allenatore Riccardo Maspero; fatale il ko di Como, da cui i lombardi sono tornati con un secco 0-3. Uno shock un po´ per tutti: a una giornata dalla fine, con i playoff in tasca da andare a giocare per provare a conquistare la promozione in serie B, il cambio di allenatore sembra una mossa un po´ ardita. Ma a Pavia forse vogliono proprio il passaggio nella serie cadetta, visto che sulla panchina azzurra siederà da domenica Giovanni Vavassori, che di promozioni in B, passando per i playoff, ne ha ottenute due nella sua carriera da allenatore. Oggi Vavassori dirigerà il primo allenamento.
Ore 14.20 – (Giornale di Vicenza) Prove tecniche di controbreak. Bassano alle grandi manovre per il sorpassone fuori programma, quando nessuno se lo aspetta più. Tre giorni in centrifuga, da martedì a venerdì scorso, un frullato emotivo che Bassano rischia di pagare a carissimo prezzo. Riepiloghiamo: una settimana fa esatta la Virtus comanda con 70 punti, davanti al Pavia a 67 e il Novara a 63. Coi risultati maturati nel week-end oggi gli astisti celebrerebbero una storica promozione in B addirittura con un turno d´anticipo. Invece martedì sera la Corte d´Appello Federale restituisce a sorpresa 5 degli 8 punti sottratti al Novara in prima istanza e i piemontesi piombano secondi a due lunghezze da Iocolano e i suoi amici, obbligati a vincere entrambe le gare che restano per assorbire lo svantaggio negli scontri diretti. A Monza però i virtussini sono murati tre volte dalle paratone di De Lucia e all´ultimo tuffo Pietribiasi divora l´inenarrabile e Bassano con lo 0-0 resta al palo. Novara al contrario vince allo spasimo e firma aggancio e sorpasso virtuale. Un epilogo che destabilizza l´habitat giallorosso che di colpo invece di poter amministrare il +3 si trova a rincorrere e a confidare nel ribaltone bis. Mutano pure gli stati d´animo, rovesciati in poche ore, abbastanza da alimentare, almeno qui in città, cattivi pensieri sull´iter giudiziario, poiché se 8 punti apparivano forse uno sproposito, 3 sole penalità sono sembrate altresì ai più uno sconto comitiva per chi ha annotato la bellezza di sei deferimenti. Tuttavia il campo ha avuto e ha ancora l´opportunità di emettere un verdetto e a quello si rifanno i boys Diesel per restare in corsa. Asta si sta industriando per rigenerare mentalmente i suoi indirizzandoli al duello con la Feralpi Salò di domenica al Mercante senza disperdere inutilmente preziose energie nervose che ora pesano tantissimo. Salò è reduce da un ruolino di un solo gol subìto nelle ultime 8 gare. Tenuto conto di questo particolare, e visto che è un braccio di ferro da vincere a tutti i costi è consigliabile concentrarsi su questo aspetto piuttosto che perdersi in elucubrazioni su quello che potrà accadere a Lumezzane col Novara di scena. Anche perchè d´accordo che il Feralpi tagliando il traguardo del sesto posto ha conquistato il risultato più prestigioso della sua fresca storia ma in settimana si incontreranno il tecnico Beppe Scienza e il presidente lombardo Pasini per discutere del futuro. Tira aria di possibile separazione e per nessun motivo al mondo l´ex regista della Reggiana vorrà lasciare con un ko sporcando un torneo memorabile. Ecco perchè Salò non regalerà nulla come è giusto che sia. Ecco perchè gli aficionados virtussini stanno coinvolgendo la gente di Bassano perchè scacci l´amarezza di Monza e presenzi in grande stile al velodromo come nelle ultime uscite.
Ore 13.50 – (Corriere del Veneto, edizione di Vicenza) Il trittico di partite contro le «pericolanti» Varese, Brescia e Virtus Entella avrebbe potuto lanciare il Vicenza verso la promozione diretta, ma il passo falso al Rigamonti e il pari contro i liguri hanno fatto allontanare l secondo posto, occupato adesso dal Frosinone che è riuscito ad avvantaggiarsi di quattro punti. «C’è rammarico per i due ultimi risultati, tutti noi avremmo voluto vincere — sottolinea il centrocampista Antonio Cinelli — e invece abbiamo conquistato solo un punto. Peccato, perché alla luce degli altri risultati avessimo centrato almeno una vittoria sarebbe stata molto utile per la classifica. Purtroppo non è andata così e adesso non ci resta che girare pagina e pensare alla gara di sabato prossimo a La Spezia, dove avremo diverse assenze ed affronteremo forse la squadra più in forma del momento». Cinelli non nasconde un po’ di rammarico per quello che poteva essere e non è stato. «Essere dispiaciuti ci sta — precisa l’ex laziale — ma andremo a Spezia e Livorno per fare più punti possibile. A tre giornate dalla fine occupiamo il terzo posto in classifica e siamo in corsa per la promozione diretta. Noi, insieme ai tifosi, ci crediamo e ci proveremo fino al triplice fischio dell’ultima partita». Ultima partita che al Menti vedrà il Vicenza affrontare proprio il Frosinone (curva sud già esaurita per il big match del 22 maggio). Al momento le possibilità di raggiungere il secondo posto al momento sono però poche, anche in considerazione del grande momento di forma del Frosinone. A tre giornate dal termine e nonostante il ko di Brescia e il pari con l’Entella, il Vicenza ha conquistato la matematica certezza dei playoff, in quanto anche perdendo le ultime tre gare i biancorossi si piazzerebbero all’ottavo posto, ultima posizione che garantisce l’appendice dei playoff. La formazione di Pasquale Marino si ritrova in terza posizione con 63 punti, mentre se finisse oggi il campionato sarebbe il Pescara con 57 punti a giocarsi i playoff come ottava. Il Livorno, al momento prima esclusa, ha 55 lunghezze ed è l’unica squadra che potenzialmente potrebbe agguantare il Vicenza. Il 22 maggio però andrà in scena Pescara-Livorno e nel caso più negativo la squadra biancorossa si ritroverebbe all’ottavo posto alla pari con il Pescara, che sarebbe però dietro al Vicenza per gli scontri diretti. Ai playoff non vorrebbe partecipare invece il Bologna, che ieri ha esonerato Diego Lopez chiamando sulla panchina rossoblu Delio Rossi, nel tentativo di giocarsi il tutto per tutto per acciuffare il secondo posto che vale la via diretta per la serie A.
Ore 13.30 – (Giornale di Vicenza) Lo sprint per affiancare il Carpi nel salto in serie A incrocia nelle ultime tre partite anche la corsa alla salvezza, che è ugualmente incerta, visto che anche in coda c´è un solo verdetto già emesso dal campionato: la retrocessione in Lega Pro del Varese. Il calendario dice che proprio per questo il Cittadella nella sua complicata rincorsa alla salvezza potrebbe diventare un buon alleato del Vicenza. La squadra di Foscarini affronterà in casa il Frosinone sabato 9 maggio e quindi venerdì 22, nell´ultimo turno ospiterà il Perugia, in piena corsa per restare in zona playoff. In questo momento il Cittadella, terzultimo, sarebbe retrocesso direttamente in terza serie ed è chiaro quindi che sabato contro il Frosinone sarà spinto da grandi motivazioni. Nel Cittadella giocano Nicola Rigoni, Minesso e Sgrigna, tutti ex compagni di parecchi degli attuali biancorossi, che a questo punto devono confidare, oltre che nelle proprie forze, anche in qualche passo falso dei rivali, il Frosinone prima di tutti. Il Frosinone ha acquisito un buon vantaggio (+4 rispetto a Vicenza e Bologna) sulle squadre al terzo posto. Ma restano 270 minuti da giocare e non si può escludere un arrivo al fotofinish fra le tre formazioni che si contendono il secondo posto. E in caso di arrivo a parità di punti che cosa succederebbe? Si farebbe ricorso alla cosidetta classifica avulsa e quindi in primo luogo si andrebbero a vedere i risultati negli scontri diretti. E anche da questo punto di vista il Frosinone è avvantaggiato. Sicuramente sul Bologna: pari (2-2) all´andata in Emilia e vittoria (2-1) al ritorno. Ma anche sul Vicenza, per ora: vittoria all´andata (1-0) dei laziali che il 22 maggio saranno ospiti al Menti nel ritorno. Il Bologna è quello che sta messo peggio, perché è in svantaggio anche con il Vicenza: pari al Menti (0-0) e successo biancorosso (2-0) al Dall´Ara nel ritorno. In caso di parità di punti e di gol negli scontri diretti si guarderebbe la differenza-reti generale che oggi dice: Bologna +13, Frosinone +12 e Vicenza +6.
Ore 13.10 – (Giornale di Vicenza) Puntuale è arrivata la giornata di squalifica per Manfredini e Sampirisi, diffidati e ammoniti nella gara contro l´Entella. Ma come si sapeva non saranno questi gli unici problemi per Marino nel reparto difensivo: D´Elia si è di nuovo infortunato e, in attesa dell´esito della risonanza magnetica cui è stato sottoposto, è certo che non sarà disponibile intanto per la gara di La Spezia. E poi vanno verificate le condizioni di Brighenti, che sabato non ha giocato per un affaticamento ai flessori della gamba sinistra e che ieri, alla ripresa del lavoro al Morosini, ha sostenuto un lavoro differenziato. Per restare al reparto arretrato, a Isola non c´era Camisa, ma semplicemente perché in permesso. Giacomelli ha lavorato a parte, ma solo per una diversa distribuzione dei carichi di lavoro, così come Manfredini, da settimane alle prese con un problema al tallone: la squalifica gli consentirà di recuperare. Nel Vicenza torneranno Cocco e Ragusa, che hanno scontato il loro turno di stop, mentre sabato lo Spezia non avrà Brezovec.
Ore 12.50 – (Giornale di Vicenza) Diciamolo subito: il Vicenza ha il compito più difficile, sulla carta. Nelle ultime tre partite tre scontri diretti non li dovrà giocare nessuna delle rivali. E per di più due di queste partite la squadra di Marino dovrà giocarle in trasferta, a La Spezia e a Livorno, prima di vedersela poi con il Frosinone nella giornata conclusiva. A proposito: la società di via Schio ha reso noto che appena qualche ora dopo l´apertura della prevendita per la supersfida al Menti del 22 maggio i biglietti di curva Sud sono stati già esauriti. Giusto per confermare che i tifosi biancorossi ci credono, eccome, e sperano ancora che quella partita possa valere la promozione diretta, nonostante il Vicenza abbia perso terreno nelle ultime due giornate. Cinelli e compagni hanno raccolto solo un punto mentre il Frosinone ne ha conquistati 6, battendo fra l´altro il Bologna nello scontro diretto e guadagnando così 4 punti di margine proprio sui biancorossi e gli emiliani, che fra l´altro ieri hanno cambiato allenatore, come diciamo qui sotto. Gli ultimi 270 minuti più difficili toccano al Vicenza, i più semplici sembrano quelli dello Spezia, che dopo aver affrontato i biancorossi giocheranno contro Lanciano e Bari, senza più grandi motivazioni. Il Frosinone ha preso un buon vantaggio ed appare lanciato ma dovrà fare i conti con due formazioni in piena lotta per la salvezza, avversarie magari meno dotate di quelle che sgomitano in zona playoff, ma forse anche più determinate, perché giocano per la sopravvivenza in B. Il Frosinone dovrà andare a Cittadella sabato 9 maggio e poi il 16 riceverà il Crotone. Sulla carta sfide meno complicate di quelle che attendono il Vicenza, ma non è detto che sia proprio così. Il Bologna, che ha gli stessi punti dei biancorossi, ospiterà l´Avellino in perentoria risalita in zona playoff e poi andrà a Vercelli contro un´altra squadra in lotta per restare in B, prima di chiudere in casa con un impegno abbastanza agevole con il Lanciano. Una cosa è sicura: saranno comunque tre giornate piene di emozioni perché nulla è ancora deciso.
Ore 12.20 – (Gazzettino) Tutto in tre partite. Due in casa, una fuori. Il Cittadella – come da «tradizione» verrebbe da dire – si giocherà la salvezza sino all’ultima gara, ma il compito questa volta appare più difficile degli anni scorsi, con i play out distanti tre punti, la salvezza diretta ancora più su, a quota 45. La situazione appare quindi drammatica, per mantenere la categoria davvero servirà l’impresa, con «I» maiuscola. E con l’impegno, l’aiuto di tutti. La società ci metterà il suo, con una campagna di sensibilizzazione per portare la gente allo stadio: da stamane sono disponibili i biglietti per sabato 9 maggio, giorno di Cittadella-Frosinone. E tutti i tifosi che acquisteranno l’ingresso per la gradinata est avranno un tagliando in omaggio (sempre dello stesso settore) per l’ultima gara in casa, Cittadella-Perugia, in programma venerdì 22 maggio alle 20.30. Per ricevere il biglietto gratis basterà presentare quello della partita Cittadella-Frosinone alla sede di via Cà Dai Pase da lunedì 18 a venerdì 22 maggio o direttamente al botteghino dello stadio venerdì 22 maggio dalle 18.30. L’appello ai tifosi è chiaro e forte: venite allo stadio per sostenere la squadra granata che si gioca la salvezza. Un obiettivo ancora fattibile, secondo Claudio Foscarini: «Ho ritrovato i ragazzi ovviamente delusi per la sconfitta di Bari, ma ancora una volta ho ribadito alla squadra che ce la possiamo fare. Ci sono in ballo nove punti, ce li dobbiamo andare a prendere». Il calendario è in salita, ma il tecnico granata non ha perso la fiducia: «Alla squadra ho detto che possiamo fare nelle ultime tre partite quello che non ci è riuscito nelle precedenti sette disputate. È questo il messaggio trasmesso ai ragazzi. In fondo un briciolo di fortuna può, deve capitare anche a noi». Quella che è mancata a Bari: «Avevamo preparato bene la partita, puntando su un avvio dai ritmi forti, così come è stato. Non potevamo certo pensare di mettere sotto il Bari per tutta la gara, ma dovevamo sfruttare le occasioni iniziali. Che ci sono state, ghiotte, ma il gol non è arrivato». Ieri la ripresa degli allenamenti, con Scaglia e Schenetti ancora fermi. Lavora a parte invece Gerardi: filtra uno spiraglio di luce per l’attaccante, si tenterà il recupero per il decisivo confronto di sabato con il Frosinone.
Ore 12.00 – (Mattino di Padova) Nessun allarme, almeno dal punto di vista della condizione fisica. Poi, se invece si va a guardare la classifica, gli allarmi suonano forti, eccome! Ma la squadra “sulle gambe” vista nel secondo tempo della partita del “San Nicola” non deve preoccupare i tifosi granata. «A Bari, nella ripresa, abbiamo sofferto fisicamente, non possiamo negarlo», ammette Andrea Redigolo, il preparatore atletico del Cittadella, «ma abbiamo pagato un insieme di fattori. Abbiamo giocato in condizioni climatiche molto diverse da quelle a cui eravamo abituati qui: è stata la prima giornata di caldo, per giunta molto umido, e diversi giocatori in campo erano al terzo impegno nel giro di sette giorni. Sono convinto che, potendo lavorare regolarmente come faremo in questa settimana, ci presenteremo al match di sabato con il Frosinone in condizioni diverse». Redigolo tiene poi a sottolineare quanto l’aspetto mentale influisca sulla prestazione offerta: «A Bari l’obiettivo era quello di stare chiusi e ripartire in contropiede, cosa che nella seconda parte non siamo riusciti a fare: la squadra si è abbassata troppo, e quando ti abbassi troppo aumentano i metri che devi coprire per rilanciare l’azione, e diventa più difficile farlo. Ma questo è accaduto, anche perché, con il passare dei minuti, è subentrata la paura di sbagliare, che spinge inconsciamente i giocatori a rimanere arretrati. Avessimo sfruttato le occasioni da gol create nella prima mezz’ora, probabilmente avremmo visto una partita diversa». Per quanto riguarda il capitolo infermeria, rimangono fuori causa Scaglia e Schenetti, mentre la speranza è quella di recuperare Gerardi, almeno per la panchina, già nella prossima sfida. «Ha ripreso a correre in campo», conclude Redigolo, «ma è chiaro che per un infortunio non banale come il suo, con una distorsione al legamento collaterale del ginocchio, ci sono dei tempi clinici da rispettare: il recupero procede bene, ma solo questi giorni potranno dirci se Gerardi è pronto a rientrare. Va detto, poi, che in un momento come questo non possiamo permetterci di avere giocatori che si esprimano al 50%». La promozione. Disponibili da oggi i tagliandi per la gara con i ciociari, in programma sabato alle 15 al “Tombolato”. Come sempre, sono acquistabili sul circuito Ticketone o rivolgendosi alla sede granata in via Ca’ dai Pase 41/B, con orari 9-12.30 e 15-18.30, mentre i botteghini dello stadio, sabato, saranno aperti a partire dalle 13.30. A tutti i tifosi che acquisteranno il biglietto in Gradinata Est verrà concesso un biglietto omaggio, sempre per la Gradinata Est, per Cittadella-Perugia, in programma venerdì 22 maggio, alle ore 20.30. Per ricevere il biglietto omaggio basterà presentare il tagliando della partita con il Frosinone in sede o direttamente al botteghino dello stadio venerdì 22. Nessuno squalificato. Sono 25 i giocatori fermati dal giudice sportivo dopo l’ultima giornata di campionato. Non c’è, tuttavia, alcuno squalificato nelle file di Cittadella e Frosinone.
Ore 11.40 – (Corriere del Veneto) L’anno più difficile dal ritorno in serie B sta diventando per il Cittadella un calvario. A tre giornate dalla fine la salvezza diretta è quasi un miraggio ma un approdo ai playout, per tentare di mantenere la categoria tramite gli spareggi, resta ancora possibile. Il ko di Bari ha depresso l’ambiente, che si è diviso fra chi sostiene una difesa a oltranza di società, giocatori e allenatore e fra chi ritiene ormai la situazione sfuggita di mano, contesta apertamente le scelte di Claudio Foscarini e critica una mancata o tardiva presa di coscienza da parte della dirigenza della gravità della posizione di classifica. Punti di vista, di sicuro quello attuale è il punto più basso dal 2008 a questa parte della società granata e ci vuole un colpo di coda poderoso per invertire la rotta. Nelle ultime cinque partite il Cittadella ha ottenuto un solo punto, perdendo in quattro occasioni e segnando con il contagocce (zero gol contro Carpi, Vicenza e Bari, un gol contro lo Spezia). Un andamento che non lascia presagire nulla di buono, soprattutto tenendo conto del fatto che il calendario non dà una mano. Sabato al Tombolato arriva il Frosinone secondo in classifica, fresco vincitore nello scontro diretto contro il Bologna e determinato a staccare quanto prima il pass per la serie A. Successivamente c’è una trasferta terribile a Catania (tranquillo finché si vuole, ma per nulla disposto a regalare punti soprattutto al Massimino) e l’ultima casalinga contro il Perugia, squadra in lotta per i playoff. La società ha lanciato ieri una promozione chiamando a raccolta la tifoseria: chi acquisterà il biglietto per Cittadella-Frosinone avrà diritto a un tagliando omaggio per l’ultima partita della regular season. Nel frattempo dal campo arrivano notizie contrastanti su Federico Gerardi, il cui recupero è a dir poco complicato, nonostante i progressi degli ultimi giorni. Ancora out Scaglia e Schenetti, che svolgono lavoro differenziato e non sono recuperabili per sabato.
Ore 11.30 – Giudice Sportivo: un turno di stop per Gustavo Ferretti, che domenica ha collezionato la quarta ammonizione stagionale.
Ore 11.10 – (Gazzettino) Ecco dunque la possibilità che Thomassen, se sarà confermato, potrebbe non essere l’unico danese in rosa nel prossimo campionato. E anche se l’entourage del Padova ha ribadito più volte che le operazioni relative ai giocatori (conferme e nuovi acquisti) partiranno solo una volta conclusa l’attuale stagione, ciò non toglie che De Poli abbia già iniziato a sondare il terreno. Tra l’altro, questa settimana il direttore sportivo sarà chiamato ad affrontare anche il discorso relativo alle posizioni del vice allenatore Rino Lavezzini, del preparatore dei portieri Adriano Zancopè e del preparatore atletico Alan Marin che sono gli uomini di fiducia di Carmine Parlato, fresco di rinnovo (contratto biennale). «Ne parlerò con l’allenatore quando rientro a Padova», sottolinea De Poli. Tutto comunque fa pensare che si andrà quasi certamente verso la conferma in blocco dello staff tecnico che ha portato la squadra biancoscudata in Lega Pro. Al riguardo dice qualcosa di più l’amministratore delegato Roberto Bonetto: «Parlato vuole lavorare con il suo staff, che è di nostro gradimento. È una questione che seguirà De Poli, e nei prossimi giorni incontreremo i diretti interessati e definiremo le loro situazioni».
Ore 11.00 – (Gazzettino) Dopo i viaggi di lavoro in Brasile e Paraguay, il direttore sportivo Fabrizio De Poli è in missione in Danimarca per visionare giocatori che potrebbero rientrare nei piani tecnici in vista dell’allestimento della rosa biancoscudata 2015-2016. Una due giorni in terra scandinava (oggi è fissato il rientro) nella quale De Poli ha visto tre partite: due delle selezioni giovanili del Nordsjælland e del Midtjylland (ragazzi classe 1996, 1997 e 1998), e ieri sera ha assistito al match di serie A che ha visto impegnato proprio il Midtjylland, squadra della città di Herning, nella sfida casalinga con il Randers. Del Midtjylland fa parte anche Marino Santi (capo dello scouting che ha portato la squadra esordienti danese al recente torneo di Abano), padovano esperto di calcio scandinavo che vive da alcuni anni in Danimarca e che ha fatto parte in passato anche dello staff tecnico del Nordsjælland, senza dimenticare che ha iniziato la sua carriera come osservatore per la Juventus: proprio lui ha organizzato il viaggio di lavoro a De Poli. «Sono venuto a vedere se ci sono giocatori che possono fare al caso nostro – spiega il diesse biancoscudato al telefono – e ho visto qualcosa d’interessante. Ho visionato solo giocatori giovani? No, mi è servito per fare una panoramica generale e per capire quali possibilità ci sono».
Ore 10.50 – (Gazzettino) Con Bitonci, l’amministratore delegato del Padova ha affrontato anche il tema riguardante i campi d’allenamento per la prossima stagione. Sempre sul fronte societario questa sarà la settimana decisiva riguardo alla pianificazione del budget che sarà messo sul piatto in vista della prossima stagione di Lega Pro. Cifra destinata inevitabilmente a salire rispetto al bilancio di quest’anno, se non altro perché nei professionisti il costo del lavoro raddoppierà dovendo versare i contributi. «Sto lavorando proprio sulla verifica e sulla definizione del budget da portare davanti al consiglio d’amministrazione tra questo fine settimana o l’inizio della prossima». Avete già fissato il giorno del cda? «No, ma bastano cinque minuti per farlo dato che siamo in pochi». Per la precisione in cinque: oltre a Roberto Bonetto, il presidente Giuseppe Bergamin, il vice Edoardo Bonetto e i consiglieri Moreno Beccaro e Paolo Salot.
Ore 10.40 – (Gazzettino) L’amministratore delegato Roberto Bonetto ha incontrato ieri mattina a palazzo Moroni il sindaco Massimo Bitonci. Tra le questioni affrontate nel faccia a faccia, anche quella relativa al logo che sarà restituito dal vecchio Padova al Comune, e poi dato all’attuale club biancoscudato. «La situazione è ancora in un’area grigia – afferma Bonetto – nel senso che il Comune sta attendendo determinate conferme. Quanto a noi è stato già deciso che il logo ci sarà dato in comodato d’uso gratuito a tempo indeterminato a condizione che la società sia solida e finanziariamente seria, ma da questo punto di vista non c’è alcun problema». Il discorso rientra infatti nell’accordo che l’amministrazione comunale ha raggiunto con la vecchia proprietà biancoscudata: i debiti di quest’ultima con palazzo Moroni (poco più di trecentomila euro) saranno liquidati in parte appunto con la restituzione del logo e delle memorabilia, e in parte in denaro che verrà versato in tre pagamenti scaglionati a partire da settembre.
Ore 10.30 – (Gazzettino) Dopo il consueto lunedì di riposo, i biancoscudati riprendono oggi alle 15 la preparazione al centro sportivo Geremia. C’è da mettere a fuoco l’ultima sfida di campionato, che non ha nulla da dire in termini di classifica, ma che vale molto sul piano delle motivazioni dato che avversario sarà l’Altovicentino, unica vera antagonista di Cunico e compagni in questa stagione. Tanto più che c’è da vendicare il ko per 1-0 dell’andata a Valdagno nella prima partita del 2015. Insomma, c’è da giurare che i biancoscudati ce la metteranno tutta per vendicare quella giornata storta, senza dimenticare che c’è da mantenere elevato lo stato di forma profilandosi ormai sempre più vicino l’appuntamento con la poule scudetto. Con l’Altovicentino non ci sarà l’ex Ferretti, dato che è stato ammonito domenica ed era in diffida: l’ufficialità del giudice arriverà domani. Quanto al programma settimanale, giovedì alle 17 la squadra giocherà un’amichevole ad Agna con la formazione locale: una partita voluta fortemente dall’assessore Carlo Vedovetto che già in ritiro ad Asiago aveva fatto richiesta ai biancoscudati.
Ore 10.10 – (Mattino di Padova) Come pensa che si presenterà all’Euganeo un Altovicentino che paga 15 punti di distacco? «Non sarà facile, ma se fossi nei loro panni avrei un po’ di orgoglio da tenere alto. Verranno qui per farci un dispetto, e noi ce la giocheremo: all’andata non meritavamo di perdere, quindi proveremo a rifarci, senza dimenticare che i nostri obiettivi sono altri». Secondo lei i tifosi del Padova come dovrebbero accoglierli? «È stata una stagione molto “calda”, e ritengo che certe frasi avrebbero potuto risparmiarsele: dal Padova favorito, al Padova che aveva l’aiuto degli arbitri, al Padova che avrebbe patito i primi caldi. Immagino che i tifosi si godranno la vittoria del campionato e rinfacceranno loro tutte queste cose, io mi sento solo di dire ai nostri rivali che in ogni caso abbiamo vinto noi, Padova è troppo grande per pensare a loro». E se in tribuna dovesse incontrare Dalle Rive? «Lo saluterò, e gli dirò che mi dispiace che anche quest’anno gli sia andata male. Senza nessuna vendetta: probabilmente l’estate scorsa sono state compiute scelte che forse nemmeno lui aveva condiviso, da parte sua spero che mi faccia i complimenti per la nostra vittoria. Chiusa la loro porta, si è aperto il portone del Padova: quest’anno ho ricevuto tutta la stima che mi era mancata negli anni passati, nonostante avessi segnato di più. La mia rivincita me la sono già presa, e sono contento così».
Ore 10.00 – (Mattino di Padova) «Non sto rosicando, di più…», confessa l’argentino. «Non volevo colpire la palla volontariamente: ho visto arrivare il cross, e con il portiere che usciva un po’ ho allargato il braccio per evitare che lui mi venisse addosso, un po’ perché è nelle corde di un attaccante cercare in qualche modo di prenderla. Poi mi sono reso conto che l’avevo combinata grossa: quando l’arbitro sembrava avermi perdonato ho ringraziato il cielo, invece mi sono girato e ho visto l’assistente con la bandierina alzata e che chiedeva il “giallo”. Mi spiace, questa partita volevo giocarla, ma magari sarei stato ammonito e avrei perso la poule scudetto: per certi versi, meglio così». Chiude il campionato a quota 11 reti. Che voto si dà? «Ho fatto un grande inizio di stagione, nelle prime partite è arrivato qualche gol importante, e qualche altro molto bello. Però mi rendo conto che 11 reti sono un bottino inferiore a quelli degli ultimi anni: colpa dei continui infortuni, ma nel complesso posso dire di essere comunque soddisfatto. Quando ci sono stato, sul campo penso di aver fatto abbastanza bene il mio dovere».
Ore 09.50 – (Mattino di Padova) Com’è lontano quel 13 agosto 2014… La Biancoscudati Padova era un cantiere aperto, che cercava di ricostruirsi sulle ceneri del passato. E il calendario all’ultima giornata aveva previsto lo scontro diretto con quella che, sin da allora, sarebbe stata l’avversaria da battere: l’Altovicentino. Sfida allo stadio Euganeo, il 10 maggio 2015: avrebbe dovuto essere la partitissima, la resa dei conti dopo un’intera stagione. Com’è lontano quel 13 agosto 2014… Oggi, che l’appuntamento tanto atteso è alle porte, il peso della posta in palio è diventato pari a… zero o quasi. Dunque, domenica pomeriggio, nell’ultima passerella prima della poule scudetto, per gli uomini di Parlato il match sarà buono solo ai fini delle statistiche e per vendicare, sportivamente parlando, l’immeritata sconfitta subìta a Valdagno, il 4 gennaio scorso. Per Gustavo Ferretti, uno dei due grandi ex, insieme a capitan Cunico, sarà invece solo un pomeriggio diverso: la “mano de dios” con la Ripa La Fenadora, e la relativa ammonizione, lo costringeranno a saltare la “sua” partita per squalifica. Lui, scaricato dal club di Dalle Rive l’estate scorsa, avrebbe fatto di tutto per scrivere definitivamente la parola “fine” al campionato mettendoci in calce la propria firma.
Ore 09.40 – (Mattino di Padova) Nessuna dichiarazione alla fine, ma non poteva sfuggire inosservata, ieri mattina, la presenza in Comune di Giuseppe Bergamin e Roberto Bonetto, che hanno incontrato il sindaco Bitonci. Nell’ufficio del primo cittadino la “B&B” che guida la Biancoscudati Padova, e che ha avuto il grande merito di gettare le basi per un immediato ritorno nel calcio professionistico, ha trovato anche l’assessore allo Sport Cinzia Rampazzo e l’architetto Franco Fabris, capo del settore Urbanistica e Servizi Catastali. Che cosa si siano detti, i proprietari della società di viale Nereo Rocco e i loro interlocutori, non è stato rivelato, ma è facile credere che si sia parlato, oltrechè della festa conclusiva in programma domenica prossima all’Euganeo in occasione della sfida con l’Altovicentino, anche della curva sud da costruire dietro la porta che guarda verso gli spogliatoi e, soprattutto, della cittadella sportiva che si vorrebbe realizzare intorno allo stadio, l’ormai famoso Padovanello. Un primo approccio, dunque, per capire in che tempi muoversi e come ipotizzare la struttura, che dovrebbe comprendere 5 campi da football, di cui 2 da calciotto, una foresteria, una club house e un percorso-vita per fare jogging.
Ore 09.30 – (Mattino di Padova) È fissata per questo pomeriggio alle 15, alla Guizza, la ripresa degli allenamenti per i biancoscudati. Un solo giorno di libertà è stato infatti concesso da Parlato alla squadra dopo la vittoria di Feltre sulla Ripa: bisogna cominciare a pensare al big-match che chiuderà il campionato, l’attesissima sfida con l’Altovicentino. Il tecnico non avrà il “Rulo” Ferretti, squalificato, ma probabilmente schiererà, dopo due gare di turn-over, la miglior formazione possibile per rifarsi della sconfitta patita all’andata a Valdagno: in campo i vari Sentinelli, Niccolini, Ilari e Petrilli. Da valutare, invece, le condizioni di Amirante, assente domenica per un leggero affaticamento muscolare. Giovedì, alle 17, è in programma un’amichevole ad Agna contro la Virtus, squadra di Seconda Categoria.
Ore 09.00 – (Corriere del Veneto) Nel frattempo, nella prossima estate sia Vicenza che Padova potrebbero svolgere il proprio ritiro precampionato nel bellunese, a pochi chilometri di distanza l’una dall’altra. Nei giorni scorsi una delegazione della dirigenza biancorossa ha svolto un sopralluogo nella zona del Nevegal, sul campo di Pian Longhi, mentre sono stati segnalati contatti concreti tra l’amministrazione comunale di Pieve di Cadore e il Padova. Scavando un po’ dietro le quinte, pur tra il riserbo che circonda l’operazione, si sa che dal 20 luglio i biancoscudati potrebbero salire proprio a Pieve di Cadore (o comunque nelle immediate vicinanze) per il ritiro precampionato fino ai primi giorni di agosto. Se l’operazione andasse a buon fine (mercoledì è prevista una visita in zona), verrebbe così vinta la concorrenza di Folgaria e Asiago, dove il Padova svolse il ritiro l’anno scorso, poco dopo la fondazione della nuova società nata sulle ceneri dell’ormai defunto Calcio Padova.
Ore 08.50 – (Corriere del Veneto) A una settimana dalla fine del campionato e con la poule scudetto alle porte, la società continua a lavorare in prospettiva futura a 360 gradi con una serie di progetti presentati all’amministrazione comunale e che potrebbero decollare a stretto giro di posta. Il tutto mentre è alla porte il possibile record di punti nell’attuale stagione (87), che supererebbe quello detenuto proprio da Carmine Parlato, che lo scorso anno a Pordenone conquistò ben 85 punti per la promozione in Lega Pro. «La sfida con l’AltoVicentino è l’ultima della stagione e vogliamo chiudere in bellezza — sorride l’allenatore campano — ma non facciamola diventare la partita della vita… Per quanto riguarda il futuro aspiriamo a fare bene e a toglierci altre soddisfazioni, poi si vedrà col passare del tempo». Una partita, quella che chiuderà il sipario domenica prossima sulla stagione regolare, molto sentita anche a Valdagno, dove il presidente Rino Dalle Rive spiega: «Padova-AltoVicentino non sarà una gara qualsiasi ma un banco di prova per le ambizioni societarie e pure personali». L’imprenditore vicentino, segnalato come possibile futuro proprietario della Triestina e accostato in più occasioni al Padova, sarà presente allo stadio Euganeo.
Ore 08.40 – (Corriere del Veneto) Cosa ci facevano Roberto Bonetto e Giuseppe Bergamin di buon mattino negli uffici di Palazzo Moroni, ricevuti dal sindaco Massimo Bitonci? Il mistero non è stato chiarito da nessuna delle parti. Bocche cucite all’uscita dalla sede del Comune di Padova da parte dell’ad e del presidente dei Biancoscudati e silenzio assoluto pure da parte dell’entourage del primo cittadino, Bitonci compreso. Fra i temi all’ordine del giorno potrebbero esserci stati, in ordine sparso: l’ingresso di un nuovo socio all’interno del cda del club biancoscudato (un socio di minoranza, non un «big», tanto per essere chiari), la sponsorizzazione dello stadio Euganeo (si continua a trattare con Alì ma sarebbero sorte alcune difficoltà), la costruzione di un nuovo centro sportivo nella zona dello stadio Euganeo e il naufragio (definitivo?) delle trattative per tornare a Bresseo per gli allenamenti infrasettimanali o la questione logo, marchio e nome Calcio Padova, ormai prossima alla risoluzione ufficiale.
Ore 08.38 – Serie D girone C, il prossimo turno (trentaquattresima ed ultima giornata, domenica 10 maggio ore 15.00): ArziChiampo-Union Pro, Belluno-Montebelluna, Clodiense-Kras Repen, Dro-Sacilese, Fontanafredda-Mori S. Stefano, Giorgione-Union Ripa La Fenadora, Mezzocorona-Tamai, Legnago-Triestina, Padova-AltoVicentino.
Ore 08.36 – Serie D girone C, la classifica aggiornata: Padova 84, AltoVicentino 69, Belluno e Sacilese 59, ArziChiampo 56, Union Pro 50, Clodiense 49, Montebelluna 46, Legnago 43, Union Ripa La Fenadora 42, Fontanafredda 41, Tamai e Giorgione 38, Dro 35, Triestina 31, Kras Repen 30, Mori S. Stefano 19, Mezzocorona 12.
Ore 08.34 – Serie D girone C, i risultati della trentatreesima giornata: AltoVicentino-Clodiense 3-0, Kras Repen-Dro 2-2, Montebelluna-Giorgione 1-5, Mori S. Stefano-Mezzocorona 4-0, Sacilese-Legnago 3-2, Tamai-ArziChiampo 1-2, Triestina-Fontanafredda 0-1, Union Pro-Belluno 0-1, Union Ripa La Fenadora-Padova 1-2.
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E’ successo, 4 maggio: giorno di riposo per i Bincoscudati dopo la vittoria di Feltre con l’Union Ripa La Fenadora
