Scandalo Novara, Renzo Rosso scrive alla Gazzetta: “Situazione insostenibile, da anni dico a Macalli che la Lega Pro è corrotta”

Lunga lettera de patron del Bassano Renzo Rosso alla Gazzetta dello Sport, che segue a ruota lo sfogo via Facebook di ieri del figlio Stefano, presidente del club giallorosso. Questi i contenuti: “Gen­ti­le Di­ret­to­re, colgo l’oc­ca­sio­ne di scri­ver­le que­sta let­te­ra in se­gui­to alla no­ti­fi­ca della nuova pe­na­liz­za­zio­ne in­flit­ta al No­va­ra che, non aven­do pa­ga­to con­tri­bu­ti ed Irpef nel cam­pio­na­to ap­pe­na fi­ni­to, ini­zierà il pros­si­mo cam­pio­na­to (di Serie B) con due punti di pe­na­liz­za­zio­ne. Con tutto il ri­spet­to che ho per la parte spor­ti­va del No­va­ra, non posso che con­sta­ta­re nuo­va­men­te come la no­stra legge spor­ti­va ri­flet­ta in tutto e per tutto la si­tua­zio­ne ge­ne­ra­le del no­stro Paese, dove la cor­ru­zio­ne, i gio­chi di po­te­re e le ma­ni­po­la­zio­ni le­gi­sla­ti­ve stru­men­ta­liz­za­no i fatti e sono ormai all’or­di­ne del gior­no. Mi chie­do per quan­to tempo an­co­ra pos­sia­mo con­ti­nua­re cosi. Come sia pos­si­bi­le che so­cietà senza mo­ra­le e/o senza soldi pos­sa­no fare i pro­pri in­te­res­si ap­pro­fit­tan­do del si­ste­ma. Un esem­pio per tutti è il Parma, una so­cietà fal­li­ta che ha po­tu­to co­mun­que gio­ca­re il cam­pio­na­to, fal­san­do­lo, per poi usci­re dai gio­chi. Perché non ven­go­no fatte delle leggi chia­re per fare pu­li­zia delle so­cietà che non pos­so­no per­met­ter­si fi­nan­zia­ria­men­te di iscri­ver­si ai cam­pio­na­ti?
La ri­spo­sta è chia­ra: in certe po­si­zio­ni si ri­ce­vo­no de­ter­mi­na­ti con­tri­bu­ti che poi ver­ran­no spar­ti­ti, evi­den­te­men­te non in­ve­sten­do in at­ti­vità spor­ti­ve. Sono anni che dico a Ma­cal­li che il cam­pio­na­to di Lega Pro è cor­rot­to e pi­lo­ta­to e ho chie­sto in tutti i modi che si in­ter­ven­ga. Per for­tu­na ul­ti­ma­men­te qual­che giu­di­ce serio sta fa­cen­do un buon la­vo­ro. Oggi il Bas­sa­no, la squa­dra che ho ri­le­va­to 20 anni fa, una so­cietà mo­del­lo dal punto di vista ma­na­ge­ria­le e fi­nan­zia­rio, e il cui set­to­re gio­va­ni­le è un esem­pio per tutti, do­vreb­be es­se­re ri­pe­sca­to per an­da­re in B (visto che è ar­ri­va­ta prima in cam­pio­na­to e se­con­da ai playoff) ma il re­go­la­men­to, il si­ste­ma (o come dico io, gio­chi po­li­ti­ci e di po­te­re) non lo per­met­te­ran­no, e le­git­ti­me­ran­no in­ve­ce la pro­mo­zio­ne di altre squa­dre che non hanno né i mezzi, né i me­ri­ti spor­ti­vi per farlo. Come ad esem­pio è pro­ba­bi­le che l’Asco­li venga ri­pe­sca­to per la Serie B pur es­sen­do stato eli­mi­na­to all’ini­zio dei playoff ed es­sen­do ar­ri­va­to se­con­do in cam­pio­na­to.
L’Ita­lia è stan­ca di que­sta in­giu­sti­zia e del ma­laf­fa­re. Il Paese è sem­pre più scon­ten­to, come ho po­tu­to te­sti­mo­nia­re anche per­so­nal­men­te in oc­ca­sio­ne della re­cen­te vi­si­ta da noi in azien­da del Primo Mi­ni­stro. Bi­so­gna in­ter­ve­ni­re, ri­pu­li­re, ri­sa­na­re, prima che il Paese di­ven­ti in­go­ver­na­bi­le, e prima che im­pren­di­to­ri seri, pu­li­ti, come il sot­to­scrit­to, de­ci­da­no di non voler più ap­par­te­ne­re a que­sto mondo e pre­fe­ri­sca­no in­ve­sti­re in so­cietà este­re dove ri­ten­go­no siano mag­gior­men­te tu­te­la­ti me­ri­ti e re­go­le.
Mi creda, Di­ret­to­re, non ce l’ho con nes­su­na so­cietà in par­ti­co­la­re, ma amo trop­po que­sto sport e vo­glio pro­va­re fino a fondo a dare il mio con­tri­bu­to per ren­der­lo più pu­li­to e mi­glio­re . * pa­tron del Bas­sa­no

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