Ore 18.00 – (Mattino di Padova) Il Citta non vinceva fuori casa da un intero girone. Proprio contro il Pescara, prossimo avversario dei granata, sabato prossimo al Tombolato, c’era stata infatti l’ultima scorribanda esterna. Come allora Roberto Venturato si gode i meritati complimenti per l’impresa compiuta dai suoi uomini. «È stata una partita difficile, contro una squadra forte. Noi però abbiamo sempre la voglia di provarci, rimanere alti in campo ed essere aggressivi. Non ci siamo riusciti per tutta la durata dell’incontro, e mi dispiace, ma abbiamo comunque saputo lottare, mostrando grande voglia di portare a casa questi tre punti, conquistati anche con il cuore».Il Cittadella sembrava avere più energie da spendere rispetto al Brescia, forse un po’ provato dalla gara col Padova di martedì sera. «Io non mi permetto di giudicare gli avversari, ma credo che il Brescia abbia dimostrato la sua forza e che sia primo con merito. Preferisco parlare della mia squadra e della voglia che ha di rimanere nella parte sinistra della classifica. Queste due vittorie consecutive ci ridanno morale dopo un periodo non facilissimo. All’inizio del girone di ritorno abbiamo sbagliato atteggiamento e avuto un po’ di presunzione, e la presunzione nel calcio non è mai utile. Per questo dico che dobbiamo gioire, ma per ricominciare subito a lavorare in vista delle sfide con Pescara e Foggia». […]
Ore 17.00 – (Mattino di Padova) Non c’è capolista che tenga. Aveva già violato lo stadio Adriatico di Pescara lo scorso 27 ottobre, quando gli uomini di Pillon erano in vetta alla classifica. Si è ripetuto al Rigamonti, infliggendo la prima sconfitta interna stagionale a quelli di Corini, che erano in serie positiva da 13 giornate, e andando in rete anche stavolta con Mattia Finotto, il castiga-grandi. I Citta c’è. È tornato quello tante volte ammirato in questa stagione e, in attesa che si completi il turno, è di nuovo in zona playoff. Una squadra di governo e di lotta. Di governo in un primo tempo in cui solo un grande Alfonso ha impedito ai granata di portarsi sul doppio vantaggio. Di lotta in quella ripresa in cui l’area granata si è trasformata in un bunker inespugnabile. Ed è difficile, in questi casi, indicare un solo protagonista, ma se un nome va speso è quello di Schenetti, che da un lato si è sacrificato su Tonali, annullandolo, dall’altro non ha dato riferimenti ai difensori avversari, facendo da trait d’union fra i reparti. lSi parte senza sorprese nelle file granata, con Iori che si riappropria della cabina di regia. Nel Brescia, Martella, non al meglio, vince il ballottaggio con Semprini, ma si troverà presto costretto a lasciare il campo, mentre Spalek è preferito a Tremolada sulla trequarti. Di fatto, la squadra di casa dà l’impressione di capirci poco, riuscendo a esprimere il suo gioco solo a tratti, venendo spesso anticipata sulle seconde palle e faticando a innescare le sue punte […]
Ore 16.00 – (Corriere del Veneto) È la vittoria che sfata i tabù, lascia aperti i giochi per le parti alte della classifica e ripropone il Cittadella in zona playoff. I granata espugnano Brescia con un prezioso 0-1 siglato dalla sforbiciata di Finotto. Il Rigamonti era l’unico stadio inviolato di serie B ed è toccato ai ragazzi di Venturato cancellare insieme questo dato statistico, e pure quello che ha visto le Rondinelle non andare a segno per la prima volta in stagione. In avvio il Cittadella impone un ritmo forsennato che trova impreparata la capolista. La mole prodotta è ampia e viene capitalizzata già dopo 11 minuti. Schenetti inventa la discesa con cambio di direzione improvviso degno del miglior Zidane, Alfonso gli respinge d’istinto il diagonale sinistro, la palla schizza su Finotto che al volo gonfia la rete dall’area piccola. La prevedibile reazione delle Rondinelle viene arginata dalla squadra di Venturato con un pressing alto che soffoca le fonti di gioco avversarie. I granata riescono a tenere le redini del match fino alla mezz’ora quando in rapida successione il Brescia crea un serie di occasioni pericolose. […]
Ore 15.20 – (Il Piccolo) In casa alabardata lo sanno benissimo: il grado di importanza del big-match contro il Pordenone di domenica 10 marzo (già venduti 1700 biglietti), passa inevitabilmente da quello che succederà oggi, sia sul campo di Gorgonzola dove è impegnata la Triestina, che al Bottecchia, dove il Pordenone riceverà la Sambenedettese. Come detto da Pavanel, nella sfida di oggi contro il Giana Erminio (inizio ore 16,30, arbitra D’Ascanio di Ancona), la Triestina vuole continuare il suo sogno: è in un grande momento, arriva da nove risultati utili consecutivi (6 vittorie e 3 pareggi), è l’unica squadra imbattuta nel girone di ritorno e ha acquisito grande consapevolezza nei propri mezzi. […] Mancheranno gli squalificati Malomo e Coletti, perni di difesa e centrocampo, ma non ci sarà nemmeno Mensah, fermato da un problema muscolare che potrebbe bloccarlo per qualche settimana, proprio quando aveva riacquistato feeling con il gol. Senza contare che è ancora indisponibile Costantino, che dovrebbe tornare col gruppo in settimana. Pavanel punterà però sull’ampiezza della rosa e l’affidabilità del gruppo. Davanti a Offredi, per sostituire Malomo ci sarà Codromaz a fianco di Lambrughi, mentre i terzini dovrebbero essere sempre Formiconi e Frascatore. In mezzo al campo, assente Coletti, toccherà a Steffè affiancare Maracchi. In avanti, con Procaccio che giostrerà vicino a Granoche, sulle fasce dovrebbe toccare a Beccaro e a Petrella, che in queste ore fra l’altro sta per diventare papà e comunque resta favorito su Hidalgo. […]
Ore 14.50 – (Gazzettino, edizione di Pordenone) […] Assenti Stefani (lesione muscolare), Misuraca (che dovrebbe essere pronto per Trieste) e Cotroneo (distorsione a una caviglia), il tecnico dovrebbe a grandi linee riproporre almeno nove undicesimi della squadra che ha espugnato nell’ultimo turno il Recchioni di Fermo (1-0 su rigore procurato da Ciurria e trasformato da Burrai). Fra i pali ci sarà ovviamente Bindi. In difesa, al fianco di Barison, sarà confermato il giocane Vogliacco, che sembra aver scavalcato nella graduatoria delle preferenze il più esperto Bassoli. Gli esterni saranno come sempre Semenzato e De Agostini. A centrocampo è sicura e scontata la presenza di Burrai. Le altre due maglie saranno contese fra Gavazzi, Bombagi e Zammarini. Se la scelta dovesse cadere sugli ultimi due, Gavazzi potrebbe essere riproposto come trequartista con Berrettoni inizialmente in panca pronto a entrare per spaccare la partita. In attacco, data per sicura la presenza di Candellone, Tesser ieri non aveva ancora deciso se affiancargli una punta fisica (Germinale o Magnaghi) o riproporre il più mobile Ciurria. […]
Ore 14.30 – (Messaggero Veneto) La madre di tutte le partite, il derby, è all’orizzonte: mancano sette giorni. Prima, però, c’è un ostacolo da superare, si chiama Sambenedettese. La capolista del girone B di serie C, il Pordenone, torna oggi al Bottecchia per la decima di ritorno. Contro i marchigiani vietato distrarsi, serve dare continuità alla preziosissima vittoria di Fermo, con cui ha tenuto a 7 punti la Triestina e a 8 la FeralpiSalò. Sarà una gara complicata, preparata dal tecnico avversario Giorgio Roselli con un canovaccio tattico già visto negli ultimi match in via Stadio: squadra che non concede profondità, seconda e terza linea molto strette, col Pordenone chiamato ad «avere tranquillità e fiducia in tutto l’arco dell’incontro», premette Tesser. […] È chiaro che è meglio vincere il match di oggi. E per cercare i tre punti i ramarri tornano in campo col solito 4-3-1-2 tra conferme e variazioni: in difesa, out Stefani, nonostante il rientro dalla squalifica di Bassoli verrà data nuovamente fiducia a Vogliacco («scelta tecnica», motiva l’allenatore); sulla trequarti torna Berrettoni mentre davanti dovrebbe essere Ciurria a riprendersi una maglia dal 1′ al fianco di Candellone. Il “Fante” pare leggermente in vantaggio su Magnaghi. Sicuramente, a quanto sembra, non sarà riproposto Germinale dall’inizio. In mezzo sono in tre per due maglie: Gavazzi, Zammarini e Bombagi. Paiono favoriti i primi due ma possono esserci altri abbinamenti. Le mezzali stanno bene in attesa del rientro di Misuraca (atteso a Trieste, almeno in panchina). Nel 3-5-2 di Roselli spicca stanco, punta ex di Tesser e neroverde sfiorata. […]
Ore 14.10 – (Corriere del Veneto, edizione di Vicenza) La vittoria in Coppa Italia contro il Gozzano ha riportato un po’ di serenità in casa biancorossa, con la squadra di Giovanni Colella chiamata oggi ad una conferma in campionato contro l’Imolese, la vera rivelazione del girone. «Mi aspetto che la squadra confermi le cose buone fatte vedere contro il Gozzano e che dopo il “brodino” di mercoledì si veda qualche altro miglioramento – spiega il tecnico – non mi aspetto chissà che cosa perché quando ci si trova in un momento di difficoltà ci vuole tempo per risolvere tutti i problemi. Credo serva pazienza, ma sono sereno perché contro il Gozzano ho visto una squadra abbastanza tranquilla che ha mostrato anche cose buone e che ha confermato che a livello atletico sta bene. Di sicuro spero di vedere un po’ di maggior intensità nella fase di manovra e nella fase difensiva. Ma in questo momento ho la fortuna di avere quasi tutti a disposizione, tranne Martin e Salviato che non sono convocati. Contro l’Imolese recupero anche Grandi, ma non so se lo farò giocare perché con noi ha fatto solo un allenamento e non vogliamo rischiare ricadute». […]
Ore 13.40 – (Gazzettino, edizione di Venezia) Venezia con 400 tifosi al seguito ma senza la difesa titolare nella tana del Verona. Zenga recupera solo Bruscagin e non gli infortunati Domizzi e Garofalo, oltre allo squalificato Modolo. Da capire innanzitutto se la difesa rimarrà a quattro con Coppolaro-Fornasier centrali, a destra Zampano e a sinistra uno tra Mazan o Cernuto, a meno che con anche quest’ultimo titolare non si punti sulla retroguardia a cinque. In mediana sicuro Segre, in palla e autore del momentaneo 1-1 col Perugia, in regia dovrebbe toccare a Bentivoglio al posto di uno Schiavone non al top, come mezzala dopo le ultime prove non convincenti di Suciu e Pinato (debilitato dall’influenza) potrebbe rivedersi il ghanese Besea. Davanti chance a Bocalon di riscattare il rigore sprecato nell’infrasettimanale, Di Mariano tornerà dal 1′ con Lombardi, Vrioni (più indietro Citro e St Clair) a giocarsi l’ultimo posto dato il nuovo stop di Alessandro Rossi. […]
Ore 13.20 – (Gazzettino, edizione di Venezia) Va a Verona sognando l’impresa un Venezia invischiato in piena zona retrocessione. Derby fondamentale stasera al Bentegodi (ore 21) per un team arancioneroverde risucchiato nei playout, dopo l’aggancio subìto a quota 26 punti da parte di un Foggia che ha però giocato due partite in più (oltre a dover salire al Penzo il 13 aprile), mentre positivi sono stati i pareggi delle dirette concorrenti Padova e Carpi. Il 2-3 casalingo di mercoledì col Perugia ha acuito la crisi e lasciato il segno, tant’è che il presidente Joe Tacopina prima di rientrare negli States ha parlato di fiducia ancora piena seppur non eterna in un Walter Zenga nient’affatto distratto dalla precarietà crescente della sua panchina. «Tra me, la squadra e la società non c’è nessuna slegatura né ultimatum le parole del mister e il fatto che il presidente Tacopina abbia detto che la pazienza non è illimitata non era riferito solo a me ma a tutto quanto». Infortuni e squalifiche complicano le scelte. «Non è facile ogni partita avere fuori 4-6 giocatori e poi sentirsi dire, senza logica, che cambio formazione perché non ho le idee chiare. Noi come al solito non cerchiamo alibi, andiamo a Verona con grande determinazione per dimostrare che siamo una squadra viva e che, nonostante il periodo-no, abbiamo la voglia e la forza per tirarci fuori». […]
Ore 13.00 – (Corriere del Veneto, edizione di Venezia) Dentro o fuori. Un girone dopo, Walter Zenga si gioca la panchina stasera al Bentegodi contro Fabio Grosso. Due settimane fa nessuno avrebbe potuto immaginare che fra i due allenatori quello più in bilico sarebbe stato quello del Venezia. Grosso, dopo essere stato ad un passo dall’esonero a Verona, ha vinto due partite contro Spezia e Salernitana ma ha perso a Lecce, Zenga ha vinto una sola volta nelle ultime dieci uscite. Quanto basta per far traballare la sua panchina: il presidente Joe Tacopina, che pure gli ha garantito la fiducia dopo il ko con il Perugia, ben difficilmente gli perdonerà un ko nel derby di stasera e valuta le alternative sul piatto (Aglietti, Cosmi, Marangon e il ritorno assai improbabile di Vecchi). Ma Zenga promette battaglia e non è una sorpresa, conoscendone il carattere da guerriero. Dopo aver rilanciato su Instagram, stasera proverà a battere anche l’emergenza: «Vincere solo una partita nelle ultime dieci — attacca Zenga — è un po’ una vergogna soprattutto per me, non tanto per la squadra. Ho fatto vedere un filmato ai miei collaboratori; è chiaro che quando prendi un gol come primo o il secondo nel match contro il Perugia, diventi tutto più difficile. Sono errori personali, di attenzione, diventa complicato andarli ad analizzare. L’attenzione ti deriva soprattutto da una cosa, cioè dal pericolo. Abbiamo capito molto bene la lezione, sappiamo di essere in pericolo. Professionalmente sono convinto che la squadra che sia con me». […]
Ore 12.40 – (La Nuova Venezia) Nonostante i risultati negativi, lo scivolamento nella zona playout e il posticipo in notturna, l’ennesima partita che il Venezia deve giocare alle 21 (anche la prossima, in casa contro il Palermo, sarà alle 21 di lunedì 11 aprile), il Venezia sarà seguito stasera allo stadio Bentegodi di Verona da circa quattrocento tifosi.Un segnale tangibile dell’attaccamento alla squadra, anche dopo la contestazione post-Perugia e il conseguente il chiarimento avuto a fine partita da un centinaio di tifosi con i “senatori” Bentivoglio, Domizzi e Garofalo, accompagnati dal club manager Paolo Poggi e dal direttore sportivo Valentino Angeloni.
Ore 12.20 – (La Nuova Venezia) Sarà un derby ad alta tensione, la spunterà chi metterà ancora più a nudo i disagi e i problemi dell’avversario. Contro il Verona, al Penzo, Zenga ottenne subito una risposta positiva dalla sua squadra, iniziando quella striscia positiva di prestazioni e di risultati che hanno illuso un po’ di tutti di potersi inserire anche quest’anno nella lotta per un posto nei playoff. La realtà, purtroppo, è diversa.Modolo squalificato, Domizzi e Garofalo infortunati, Rossi nuovamente out, ma Bruscagin recuperato in extremis dopo il fastidio al polpaccio. Zenga ha una difesa da ridisegnare con Mazan che difficilmente potrebbe reggere la terza partita in una settimana dopo mesi trascorsi in panchina al Celta Vigo. Dipende dai rischi di un utilizzo dal primo minuto di Bruscagin, ma la sensazione è che alla fine il Venezia opterà per tre centrali (Coppolaro-Bruscagin-Fornasier o Cernuto) utilizzando Zampano a destra e Lombardi a sinistra più avanzati con Bentivoglio in cabina di regia. Ai suoi fianchi servono due giocatori di corsa e di sostanza, come Segre e Besea, in grado di contenere, ma anche di lanciare Bocalon e Di Mariano, anche loro due in diffida. […]
Ore 12.00 – (Mattino di Padova) […] Lo 0-3 casalingo dell’Este contro il Bolzano domenica scorsa è stato il punto più basso toccato in questa stagione. Una sconfitta frutto di una prestazione inconsistente, che ha mandato su tutte le furie il patron Renzo Lucchiari e soprattutto ha complicato non poco la classifica, con la zona playout distante ora solo tre lunghezze. Per questo quella di oggi contro il Delta (inizio gara ore 14, 30, arbitra Silvia Gasperotti della sezione di Rovereto) per l’Este sarà una partita delicata. «Incontreremo una formazione molto forte, che si è rinforzata anche nel mercato invernale. Inoltre loro saranno arrabbiati, perché vengono da tre ko consecutivi. Noi, però, abbiamo un bisogno di punti ancora maggiore», sottolinea dalla dirigenza Stefano Marchetti. Nelle prime otto gare del girone di ritorno i giallorossi di punti ne hanno racimolati solo sei (all’andata erano stati quindici): troppo poco per agguantare i playoff, di fatto sfumati. Fondamentale, adesso, è evitare di farsi coinvolgere nella bagarre della lotta salvezza.
Ore 11.40 – (Mattino di Padova) Serie D in campo con Campodarsego ed Este. Alle 14. 30 si sfidano Gabbiani e ArzignanoChiampo. Una gara molto attesa quella arbitrata da Emanuele Frascaro della sezione di Firenze, che mette di fronte la terza e la seconda forza del campionato. Ma anche un “classico” per chi segue la serie D, perché da anni le due compagini lottano per il vertice. Tanto che si prevede il tutto esaurito negli spalti, compensato dalla diretta streaming su Repubblica.it e sulle pagine Facebook Lnd e Pmg Sport. «Mi aspetto voglia di vincere da ambo le parti. Sarà poi il campo a indirizzare l’aspetto tattico: siamo due formazioni che si conoscono bene reciprocamente, tutte e due staremo molto attente», commenta Antonio Andreucci, tecnico dei biancorossi padovani, «l’Arzignano, a livello di qualità tecnica, rimane probabilmente la miglior squadra del girone. Esperta, visto che già l’anno scorso molti dei suoi attuali componenti giocavano insieme, nel corso del campionato è cresciuta ancora». […]
Ore 11.20 – Le pagelle del Padova (Gazzettino): Minelli 6; Andelkovic 7, Cherubin 6 (Baraye 6), Trevisan sv (Ceccaroni 6.5); Morganella 6.5, Cappelletti 6, Calvano 6, Lollo 6.5 (Cocco 5), Longhi 6; Mbakogu 6, Bonazzoli 5.
Ore 11.10 – (Gazzettino) Immediate le proteste, ma l’arbitro ha evidentemente giudicato involontario il tocco ravvicinato del biancoscudato e ha lasciato proseguire. Di sicuro era lecito aspettarsi molto di più dal Padova nel primo tempo. Invece la squadra è rimasta per lunghi tratti rintanata nella sua metacampo, lasciando di fatto l’iniziativa al Crotone. Un copione dettato anche dalle scelte eccessivamente prudenti di Bisoli che di fronte a una squadra che aveva in campo un solo attaccante di ruolo (Simy) ha tenuto una linea difensiva addirittura a cinque, visto che Morganella e Longhi solo di rado hanno alzato il baricentro della loro azione. Morale della favola, i centrocampisti si sono trovati sempre in inferiorità numerica e quasi mai sono riusciti a ribaltare la manovra, lasciando gli attaccanti isolati. […] Quando al 41′ l’ultimo arrivato Cocco (che poco prima aveva preso il posto di Lollo) non ha impattato al meglio di testa da posizione vantaggiosissima un cross con il contagiri di Morganella si è capito che lo 0-0 non si sarebbe più schiodato. E sul rigore reclamato dal Crotone sono calati i titoli di coda.
Ore 11.00 – (Gazzettino) È finita con i fischi di delusione dell’Euganeo dopo l’ennesimo pareggio che scava un solco sempre più difficile da colmare tra il Padova e la salvezza, tanto più se il Livorno (che ha due partite in meno dei biancoscudati) dovesse conquistare un risultato positivo nella sfida casalinga di domani sera con il Benevento. Mai come in questa occasione era fondamentale vincere di fronte a una diretta rivale, ma ancora una volta la truppa di Bisoli ha fallito l’appuntamento con il bottino pieno. Sull’esito della gara pesano soprattutto le tre occasioni da gol sprecate in maniera maldestra. La prima è stata sciupata da Cappelletti, che peraltro era pressato da un difensore. Decisamente da matita rossa gli errori nella ripresa di Mbagoku e del nuovo entrato Cocco. Così il Crotone ha potuto tirare un sospiro di sollievo, anche in considerazione del fatto che è stato costretto a giocare oltre mezz’ora del secondo tempo in inferiorità numerica per l’espulsione di Sampirisi. I calabresi hanno comunque avuto nel finale la palla per conquistare i tre punti, ma il colpo di testa quasi a colpo sicuro di Molina è stato rimpallato dal braccio di Baraje che era di spalle all’avversario.
Ore 10.50 – (Gazzettino) Dispiace, però non bisogna mollare e non bisogna abbatterci. Chiaro che adesso c’è un po’ di sconforto da parte di tutti, però bisogna ripartire pensando che ci sono ancora dieci partite e che i play out sono a tre punti. Sono deluso per il risultato, non per la prestazione. Quando crei cinque-sei occasioni da gol, delle quali tre-quattro così limpide, in serie B è da tanto che non le vedevo. Siamo un po’ sfortunati, ma non ci piangiamo addosso». Poi aggiunge: «A volte le stagioni nascono male, e bisogna essere bravi a ribaltarle. Abbiamo intrapreso questa strada e siamo convinti di farcela, anche con grande sofferenza. Io e i giocatori siamo abbattuti perché diamo tutto per il Padova, riceviamo molto affetto dai tifosi e poi alla fine è giusto che ci fischino. Però dobbiamo essere bravi a svoltare, e fino a quando la matematica non ci condanna cercheremo di lottare. In altre occasioni partite come queste le vinceremo». […]
Ore 10.40 – (Gazzettino) La voce è più bassa del solito, la delusione è inevitabile. Così il presidente Roberto Bonetto analizza il pareggio: «È chiaro che c’è amarezza, per noi era una partita non dico fondamentale, ma molto importante e purtroppo non siamo riusciti a farla nostra. Nel primo tempo abbiamo fatto obiettivamente poco, nella ripresa eravamo partiti anche con il piglio giusto, ci siamo ritrovati con un uomo in più, però non siamo riusciti a finalizzare. Tre-quattro occasioni eclatanti le abbiamo avute, può darsi che sia un’annata sbagliata. Ripeto, c’è molta amarezza, ma ho detto ai ragazzi che non dobbiamo mollare di un centimetro. Alla fine i play out sono a tre punti, non a dieci o dodici. Sono il nostro obiettivo, non è detto che i punti che abbiamo lasciato oggi non te li puoi andare a prendere con formazioni più titolate». […] È il turno di Bisoli. «Abbiamo provato a vincere con tutte le nostre forze, creando tanto.
Ore 10.20 – Le pagelle del Padova (Mattino di Padova): Minelli 6; Andelkovic 6, Cherubin 6.5 (Baraye 6), Trevisan sv (Ceccaroni 6); Morganella 6, Cappelletti 5.5, Calvano 6.5, Lollo 6.5 (Cocco sv), Longhi 6; Mbakogu 5.5, Bonazzoli 5.5.
Ore 10.10 – (Mattino di Padova) Il Crotone, all’ottavo pareggio, si è trovato a disputare ben 36′ della ripresa con l’uomo in meno, per l’espulsione (doppio giallo) di Sampirisi, e neppure di questo vantaggio numerico gli uomini di Bisoli hanno approfittato, rischiando addirittura nel finale per un fallo di mano in area di Baraye (girato rispetto all’avversario), che avrebbe potuto essere sanzionato con il rigore. Insomma, primo fondamentale esame dell’ultimo terzo di stagione fallito, con complicazioni inevitabili. Schierato con il 3-5-2, l’undici di casa appare subito contratto, non sciolto e arrembante come ci si aspetterebbe. Gioca più sulle ripartenze che non esibendo una manovra ariosa. Stroppa opta per un centrocampo folto, lasciando il solo Simy in attacco. […] E così si mastica amaro. Bisoli rinvia ancora l’appuntamento con i 3 punti: ha vinto due volte in 20 partite, una sola in 7 del girone di ritorno. Certo, non si molla, ma quell’ultimo posto sembra una maledizione. Per tutti, non solo per lui.
Ore 10.00 – (Mattino di Padova) La luce in fondo al tunnel non si vede. Vittoria doveva essere e vittoria non è stata. È’ arrivato invece l’undicesimo pareggio stagionale (su 26 partite), che lascia tutto come prima, vale a dire il Padova è più che mai fanalino di coda della Serie B, staccato di due lunghezze dal Carpi penultimo e di tre proprio dal Crotone e dal Livorno, atteso domani al posticipo con il Benevento e in zona playout. La salvezza è sempre possibile, ma le gare diminuiscono e parlare di svolta appare ora pura utopia. Alla fine, si sono spazientiti anche i tifosi, perché, dopo un incitamento costante per tutti i 96′ in cui si è giocato, la pioggia di fischi piovuta sui giocatori e sul tecnico è sembrata più che giustificata. Qui non si vince, e per quanto la via che porta all’11 maggio, quando il campionato avrà il suo epilogo, sia lastricata di tante buone intenzioni, con i bei propositi non si va lontano.
Ore 09.50 – (Mattino di Padova) «Mancano ancora trenta punti e siamo distanti solo tre lunghezze dai playout. Non ha il minimo senso arrendersi». Pierpaolo Bisoli snocciola numeri e tabelle per provare a infondere un pizzico di ottimismo a un ambiente sempre più sconsolato. La vittoria non è arrivata nemmeno ieri, i successi in tutto il campionato sono appena tre e il Padova non vince da sette giornate. «Ma più di così cosa potevamo fare?», si chiede l’allenatore. «Alla squadra non posso rimproverare niente, solo il risultato. Ma abbiamo cercato di fare di tutto per segnare, Mbakogu ha avuto due palle gol nitide, Baraye ha tirato quattro volte, Cocco era mortificato e mi ha detto che non gli era mai successo di sbagliare una rete del genere. Sfido chiunque a creare più di sei o sette nitide occasioni da rete in un campionato come quello di Serie B. Evidentemente ci sono stagioni nate male».Ma non è un segno di resa, almeno a parole: «Non mi piango addosso né cerco alibi. Dobbiamo ripartire e finché la matematica non ci condannerà sarò il primo a tirare il gruppo. Lotteremo fino alla fine e lavoreremo ancora di più». […]
Ore 09.40 – (Mattino di Padova) L’ambiente è comprensibilmente deluso, lo sconforto e l’amarezza sono celati a fatica. La partita della svolta, anzi della vita com’era stata battezzata alla vigilia, con tanto di promozione dei biglietti (ogni abbonato poteva portare allo stadio un amico con un solo euro), lascia alla fine tutti di pessimo umore. Il Padova rimane ultimo e il presidente Roberto Bonetto, con il volto cupo, non si nasconde: «Confesso di provare una certa amarezza, non posso essere contento», esordisce in sala-stampa. «Era una gara non dico fondamentale, ma importantissima per noi. E non l’abbiamo fatta nostra, purtroppo. Nel primo tempo abbiamo combinato poco, mentre siamo andati meglio nel secondo. Poi, con l’uomo in più, non siamo riusciti a finalizzare, ci sono state almeno 3-4 occasioni eclatanti in area calabrese, penso ai palloni di Mbakogu e Baraye, al colpo di testa incredibile di Cocco che è andato fuori. Che volete che vi dica?» […]
Ore 09.30 – (Mattino di Padova) È stato il migliore in campo. Qualche suo recupero di palla a centrocampo ha anche esaltato il pubblico dell’Euganeo che alla fine, però, non ha perdonato nessuno. E così anche Simone Calvano non può certo sorridere per la sua buona prestazione. Tornato in campo dopo l’infortunio rimediato contro il Pescara, l’ex mediano del Verona si è confermato su ottimi livelli, provando fino alla fine a “cantare e portare la croce”. Non è bastato e dagli spalti di viale Rocco sono piovuti fischi. «Capisco i tifosi, è normale reagire così», allarga le braccia Calvano. «Spero ci restino vicino fino alla fine come hanno sempre fatto. Noi ci mettiamo il massimo, ma la posizione di classifica richiede di fare ancora qualcosa di più».Si era detto che con una vittoria sarebbe potuta cambiare la stagione, mentre una sconfitta avrebbe forse messo la parola fine al discorso salvezza. E un pareggio? L’ennesimo di un campionato stregato? «Ci lascia tanti rimpianti ma nessun motivo per buttare all’aria il lavoro fatto finora», cerca di essere positivo il centrocampista. «Ci siamo preparati bene, abbiamo cercato la vittoria fino alla fine e questo punto deve servire da stimolo per fare ancora meglio. Noi non molliamo, sono sicuro che assieme a tutti i compagni lotteremo fino alla fine per raggiungere l’obiettivo. Il gruppo è formato da grandi uomini e per questo sono fiducioso. Il tempo stringe ma abbiamo ancora la possibilità di risalire». […]
Ore 09.10 – Le pagelle del Padova (Corriere del Veneto): Minelli 6; Andelkovic 6, Cherubin 6 (Baraye 5.5), Trevisan 6 (Ceccaroni 6); Morganella 6.5, Cappelletti 5, Calvano 5.5, Lollo 6 (Cocco 4.5), Longhi 5.5; Mbakogu 5, Bonazzoli 4.5.
Ore 09.00 – (Corriere del Veneto) La vittoria, questa sconosciuta. Venti partite, appena due sorrisi e una squadra che non riesce a vincere neppure contro un avversario in dieci per quasi tutto il secondo tempo. Questo è il Padova di marzo 2019 targato Pierpaolo Bisoli, senza gioco, che si affida solo ai muscoli e alle giocate dei singoli, nella speranza, prima o dopo, di avere qualche episodio a favore. Con il Crotone finisce 0-0 e l’allenatore prosegue la sua striscia senza sorrisi quando bisognerebbe quantomeno a vincere le partite casalinghe o qualche scontro diretto. Passano le giornate e la svolta tanto attesa non c’è, la squadra è sempre ultima e non basta neanche l’espulsione di Sampirisi a inizio secondo tempo per spianare la strada verso il successo scaccia fantasmi. Succede che Bisoli molli gli ormeggi e che giochi con un 4-4-2 a dir poco atipico nel finale, con Cocco e Mbakogu in avanti e con Bonazzoli e Baraye esterni di centrocampo. Ma Stroppa, pure in dieci contro undici, non arretra di un millimetro, toglie un centrocampista (Benali) e inserisce una punta (Nalini), lanciando un messaggio preciso ai suoi. Nel frattempo l’uomo che ha regalato l’illusione del successo a metà settimana con la capolista Brescia (Davide Mazzocco) resta a guardare per novanta minuti, complici i cambi obbligati (Ceccaroni per Trevisan) e quello offensivo (Baraye per Cherubin). […]
