Padova, Dionisi: “Parlato? Ci mette sempre la faccia e dice le cose come stanno. E Ferretti…”

Fonte: Mattino di Padova, Stefano Volpe

Non saranno come i fratelli Marquez, campioni del mondo nel motociclismo nello stesso anno, ma quella appena trascorsa è stata una settimana da incorniciare per i fratelli Dionisi. Il più piccolo, Federico, classe 1987, ha conquistato la vetta della classifica in serie B con il Frosinone, mentre Matteo, maggiore di due anni, ha difeso ancora una volta il primato del Padova nel girone C di serie D. E pensare che i destini si sarebbero potuti capovolgere se solo Rino Foschi fosse riuscito a strappare Federico al Livorno nel 2011. «Ricordo che la trattativa era in fase molto avanzata», rivela Matteo Dionisi. «Quando l’affare sfumò, mio fratello ci rimase male, perché gli sarebbe davvero piaciuto giocare a Padova». Magari in caso di Lega Pro potrebbe raggiungerla il prossimo anno… «Sarebbe bellissimo, non abbiamo mai giocato insieme se non da bambini. Solo che non so quanto piacerebbe a lui scendere di categoria, anche se ad una piazza come quella biancoscudata è difficile dire di no. Ora sta facendo molto bene a Frosinone e gli auguro il meglio, magari anche di salire in A». E uno come lei che ci fa ancora in D? «Ognuno ha la categoria che merita, si vede che devo migliorare ancora qualcosa e spero di farlo con il Padova. Mi piacerebbe legarmi a lungo a questa società, in giro è raro trovare una piazza così. Anche a Castelfranco, già dal riscaldamento, sentivamo gli incitamenti dei tifosi, che ci hanno dato una grande carica».

In effetti siete partiti a tutta. «Era ciò che volevamo per cancellare subito il ricordo della gara con la Triestina. Dovevamo riprendere il cammino interrotto e abbiamo chiuso la partita nel primo tempo». Cos’ha pensato al gol di Ferretti? «All’inizio ho pensato: cosa sta facendo? Poi ho esultato, è stato bravissimo a studiare la posizione del portiere nel corso di tutto il primo tempo. È un giocatore che ha tante qualità, non è solo un uomo d’area. Anche se, per quanto è forte nel gioco aereo, lo prendiamo in giro dicendo che ha uno scarpino in testa». Peccato solo che l’Altovicentino non vi dia tregua. «Rispecchia il campionato dello scorso anno. Purtroppo non puoi sbagliare nulla, perché ogni punto perso lo paghi caro. Non ci si può permettere di rilassarsi nemmeno cinque minuti». Contro il Dro lei, squalificato, non ci sarà. «Mi spiace molto, dovremo stare attenti perché quella trentina è una squadra molto fisica e in casa è ostica da affrontare». Cosa la lega così tanto a Parlato, al punto da seguirlo dovunque vada? «C’è una grande stima reciproca, mi piace perché è un uomo che ci mette sempre la faccia e dice le cose come stanno».

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